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Internet compie cinquantasette anni nel giorno in cui il Sole bruciò il telegrafo

Oggi la rete compie cinquantasette anni, ammesso di volerle credere. Il 2 settembre 1969, in un laboratorio di UCLA, due apparecchi collegati da un cavo grigio di quattro metri si passarono dei dati di test. Non era Internet: era la prova che poteva esistere.

Il compleanno ufficiale, per la verità, lo rivendica il 29 ottobre, quando il primo messaggio partì davvero — e si fermò dopo due lettere, “lo”, perché la macchina dall’altra parte andò in crash.

Da allora funziona così: annunci, prove tecniche, e qualcosa che si pianta a metà.

Il dettaglio che l’anniversario di solito omette è economico.

L’interfaccia che teneva insieme i due apparecchi era stata quotata diciannovemila dollari e sei mesi dal fornitore ufficiale. La fece un dottorando in sei settimane per quattromila. La rete più importante del secolo è nata da un preventivo rifiutato.

Nella stessa casella di calendario, però, c’è anche il 2 settembre 1859. Quel giorno una tempesta solare mandò in fiamme il telegrafo mondiale: scintille dagli apparecchi, carta incenerita, aurore visibili ai Caraibi. A Boston gli operatori scoprirono di poter staccare le batterie e lavorare con la sola corrente dell’aurora.

Cinquantasette anni di rete festeggiati nello stesso giorno in cui il Sole ha già dimostrato, una volta, di poterla spegnere.

Da allora la nostra dipendenza è aumentata di parecchi ordini di grandezza.

Il Sole non ha commentato.

Oggi 2 settembre Internet compie cinquantasette anni, e nella stessa data il Sole aveva già bruciato la rete che c’era prima