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Midterm Usa, Trump si gioca il Congresso

Tra meno di un mese gli Stati Uniti torneranno alle urne per le elezioni di metà mandato, un voto destinato a ridisegnare gli equilibri politici a Washington. Il 3 novembre saranno rinnovati tutti i 435 seggi della Camera e 35 al Senato: 33 della normale rotazione più le elezioni speciali per i posti lasciati da JD Vance e Marco Rubio, entrati nell’amministrazione Trump.

La posta in gioco è alta soprattutto per Donald Trump, perché il nuovo Congresso accompagnerà gli ultimi due anni del suo secondo mandato. Alla Camera i margini sono ridotti, mentre al Senato i Repubblicani partono dall’attuale maggioranza. Bastano quindi pochi seggi per modificare i rapporti di forza e, di conseguenza, i margini d’azione della Casa Bianca.

Trump sta cercando di trasformare le midterm in una mobilitazione della propria base, ma sullo sfondo pesano soprattutto economia e costo della vita. Un recente sondaggio AP-NORC indica che appena il 17% degli adulti americani approva la sua gestione del caro vita e il 26% quella dell’economia. Anche il mercato del lavoro, pur con una disoccupazione contenuta, mostra assunzioni più lente e salari messi sotto pressione dall’inflazione.

A complicare la campagna repubblicana c’è anche la guerra con l’Iran, che insieme all’aumento dei prezzi dell’energia è diventata uno dei temi del confronto elettorale. Alcuni candidati del GOP stanno prendendo le distanze dalle posizioni più impopolari della Casa Bianca, mentre Trump continua a girare il Paese per spingere i suoi alle urne.

Il 3 novembre, dunque, sulla scheda non ci sarà il nome di Trump. Ma una parte importante del voto ruoterà inevitabilmente attorno alla sua presidenza e alla capacità dei Repubblicani di conservare il controllo del Congresso.