Una pinzetta appuntita contro una pistola. La moglie del gioielliere colpisce il rapinatore alle spalle e mette in fuga tutta la banda.
Succede in una gioielleria del centro di Rimini, il 16 giugno dello scorso anno. Tre uomini entrano in azione. Il gioielliere viene picchiato. La moglie reagisce, nonostante uno dei banditi sia armato di pistola, e lo colpisce alle spalle con una pinzetta appuntita. Il gruppo scappa senza bottino.
Quella pinzetta è diventata una prova. Le analisi del Ris hanno isolato un profilo genetico compatibile con un 27enne riminese. Questa mattina carabinieri e Squadra mobile hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, firmata dalla gip Raffaella Ceccarelli. Secondo quanto contestato, il giovane avrebbe agito mentre era in affidamento in prova ai servizi sociali.
A oltre un anno dal colpo, le indagini coordinate dal pm Davide Ercolani non sono chiuse. Un presunto complice era stato arrestato pochi giorni dopo la rapina. Il terzo uomo della banda resta da identificare. Per il 27enne vale la presunzione di innocenza.
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