Per la prima volta nella storia del Marocco il governo sarà guidato da una donna. Il re Mohammed VI ha nominato primo ministro Fatima Ezzahra El Mansouri, 50 anni, quattro giorni dopo le elezioni legislative vinte dal suo partito. «Per la prima volta nella storia del nostro Paese una donna assume la responsabilità di guidare il governo», ha detto lei stessa in un discorso televisivo, definendo il passaggio «davvero storico».
Nata a Marrakesh nel 1976, El Mansouri si è laureata in diritto all’Università di Montpellier, in Francia, e ha conseguito un diploma in diritto commerciale anglosassone alla New York University. Nel 2009 era già diventata la prima donna sindaca di Marrakesh, incarico a cui è tornata nel 2021 alla guida del consiglio municipale. Nell’ottobre dello stesso anno è entrata nel governo come ministra della Pianificazione territoriale e dello Sviluppo urbano, occupandosi fra l’altro dei programmi di sostegno abitativo e della ricostruzione dopo il terremoto di Al Haouz.
Il suo partito, il PAM, il Partito dell’Autenticità e della Modernità, fondato nel 2008, ha ottenuto 97 seggi su 395 alla Camera dei Rappresentanti. È la prima forza del Paese, ma la maggioranza richiede 198 seggi: il compito immediato della nuova premier è quindi costruire una coalizione, mentre alcune formazioni, tra cui il Partito della Giustizia e dello Sviluppo e la Federazione della Sinistra Democratica, hanno già annunciato che resteranno all’opposizione.
Il governo che nascerà dovrà gestire gli investimenti miliardari legati ai preparativi per i Mondiali di calcio del 2030, che il Marocco ospiterà insieme a Portogallo e Spagna. Sul piano simbolico, El Mansouri è la seconda donna a guidare un governo nel mondo arabo, dopo la tunisina Najla Bouden, in carica dall’ottobre 2021 all’agosto 2023.
