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L’Italia cancella il bollo, e a San Marino?

Da una parte del confine il bollo sparisce per una larga fetta degli automobilisti, dall’altra continua a rappresentare un’entrata tutt’altro che marginale per lo Stato. La decisione presa dal governo italiano riporta inevitabilmente l’attenzione anche su San Marino, dove la tassa di circolazione resta in vigore e continua a pesare ogni anno sul portafoglio dei proprietari di veicoli.

Il Consiglio dei ministri italiano ha approvato l’abolizione del bollo, a partire dal 2027, per le auto fino a 80 kW, oltre che per i motoveicoli, con il limite di un’esenzione per cittadino. Una platea che comprende oltre il 70% delle vetture in circolazione. La scelta è stata presentata dalla premier Giorgia Meloni come parte della strategia di riduzione del carico fiscale. (ANSA.it⁠)

Uno scenario diverso da quello del Titano, dove esiste la tassa di circolazione, comunemente indicata anche come “bollo”. Il portale della Pubblica amministrazione sammarinese la indica ancora oggi tra i costi legati ai veicoli e ne consente il pagamento anche attraverso il servizio online MOTO. Per le auto completamente elettriche è prevista un’agevolazione, con applicazione dell’importo minimo previsto per la relativa categoria. (San Marino ⁠)

E c’è un dato che aiuta a capire quanto la questione sia rilevante per San Marino: nel 2024 la tassa di circolazione ha garantito allo Stato 5.142.956 euro, in crescita del 2,27% rispetto ai 5.028.722 euro del 2023. Una cifra significativa per un bilancio delle dimensioni di quello sammarinese e che rende evidente come un’eventuale riduzione o revisione del tributo porrebbe anche il problema delle coperture. (Finanze San Marino⁠)

Il confronto diventa interessante anche perché San Marino è già intervenuto nel 2026 sul comparto automobilistico, ma seguendo una strada differente. A marzo il Consiglio Grande e Generale ha ratificato, con modifiche, il decreto legge sulle misure di sostegno al settore dei veicoli, nato soprattutto per affrontare le difficoltà delle imprese sammarinesi del comparto e i problemi legati alle procedure di immatricolazione internazionale. (Consiglio Grande e Generale⁠)

La scelta italiana apre quindi un confronto politico anche a pochi chilometri di distanza. Roma ha deciso di trasformare una parte delle risorse utilizzate contro il caro carburanti in un taglio strutturale della tassazione sull’auto; San Marino mantiene invece una tassa che vale oltre cinque milioni di euro all’anno. Due sistemi e due bilanci molto diversi, ma un tema comune: quanto deve costare, fiscalmente, possedere un’automobile?

 

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