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Attualità

Legge famiglia, il PSD: “Più tutele per genitori e caregiver”

L’approvazione della nuova legge a sostegno della famiglia rappresenta per il PSD “uno dei passaggi sociali più importanti di questa legislatura”. Il partito interviene dopo il via libera al provvedimento, sottolineando soprattutto l’insieme delle nuove tutele previste per genitori, figli e persone che assistono familiari anziani, malati o con disabilità.

“È un provvedimento ampio. Interviene sulla nascita di un figlio, sui primi anni di vita, sulla conciliazione tra lavoro e famiglia, sul sostegno economico, sulla maternità, ma anche sulla cura delle persone anziane, malate o con disabilità”, si legge nel comunicato. Per il PSD il valore della legge sta proprio nel mettere insieme interventi diversi: “non una singola misura, ma un sistema di tutele che accompagna le famiglie in momenti diversi della vita”.

Il partito riconosce il lavoro svolto dal segretario di Stato Stefano Canti, precisando però che il risultato arriva anche da “un confronto lungo, del lavoro delle forze politiche, delle parti sociali e di quanti hanno contribuito a migliorarla durante il suo percorso”.

Al centro resta il problema della denatalità. “San Marino ha un problema demografico serio. Nascono pochi bambini e la parte più giovane della popolazione si riduce”, sottolinea il PSD, che precisa come una legge non possa da sola invertire questa tendenza. L’obiettivo, secondo il partito, è però “rendere un po’ meno difficile la scelta di avere un figlio”.

Tra le novità viene ricordato il bonus da 1.000 euro per ogni figlio nato o adottato, entro i limiti di reddito previsti. Aumentano inoltre gli assegni familiari, che dal 2027 saranno adeguati all’inflazione e modulati anche sulla situazione economica della famiglia.

Novità anche sul fronte dei congedi parentali. “Nei primi tre mesi l’indennità sale all’80% della retribuzione, con una soglia minima di 1.500 euro. Nei periodi successivi vengono introdotti minimi che rendono il congedo realmente utilizzabile anche da chi ha redditi più bassi”, riporta il comunicato.

Cambia anche la gestione dei congedi tra madre e padre. I genitori potranno utilizzarne una parte contemporaneamente, mentre una quota sarà riservata al padre. Entrambi potranno inoltre chiedere contemporaneamente il part-time fino ai quattro anni del bambino.

“La cura dei figli non può continuare a ricadere quasi esclusivamente sulle donne. E diventare genitori non deve significare rinunciare al lavoro o rallentare inevitabilmente la propria carriera”, sostiene il PSD. I periodi di congedo saranno infatti riconosciuti anche ai fini della progressione professionale.

Il provvedimento interviene inoltre sulla maternità fuori dai rapporti di lavoro più tradizionali. Viene prevista un’indennità per le donne senza occupazione e prive di ammortizzatori sociali, mentre per le studentesse madri arriva un sostegno economico fino ai 18 mesi del bambino. Le tutele vengono rafforzate anche per adozioni, affidamenti e lavoratrici a tempo determinato.

Il PSD richiama poi le misure legate alla vita quotidiana delle famiglie: maggiore flessibilità per il part-time, possibilità di chiedere lo smart working quando compatibile con la mansione, ampliamento delle riduzioni sulle rette e sulla refezione scolastica e maggiori tutele in caso di malattia dei figli.

Un capitolo considerato particolarmente importante riguarda il caregiver familiare. “Ci sono persone che ogni giorno assistono un genitore anziano, un coniuge malato, un figlio o un altro familiare con disabilità. È un lavoro spesso invisibile. Richiede tempo, energie e, in molti casi, comporta rinunce lavorative ed economiche. Da oggi quel lavoro viene riconosciuto”, afferma il partito.

La legge distingue diversi livelli di impegno e introduce sostegni economici, part-time e aspettativa, estendendo le tutele anche a chi vive a San Marino e assiste un familiare residente in Italia. “Una società non si misura soltanto da quanto aiuta chi nasce, ma anche da come si prende cura di chi diventa fragile”, sottolinea il PSD.

Il partito evita comunque di presentare il provvedimento come una soluzione definitiva: “Questa legge non risolve da sola il problema della denatalità e non elimina tutte le difficoltà delle famiglie. Sarebbe sbagliato raccontarlo”.

Per il PSD, tuttavia, la legge “sposta in avanti il livello delle tutele e mette insieme politiche che fino ad oggi erano spesso separate”. Da qui il giudizio conclusivo: “È un risultato della legislatura. Ed è un risultato di tutti”.

Un punto di arrivo, dunque, ma anche una base sulla quale proseguire: “Perché un Paese che vuole avere un futuro deve prima di tutto creare le condizioni perché le persone possano immaginarlo qui”.