Un drone russo ha centrato la sede centrale dell’Accademia Nazionale delle Scienze dell’Ucraina, a Kiev, provocando un vasto incendio e uccidendo almeno due persone. È successo il 28 settembre: nei video girati durante l’attacco si vedono persone scendere le scale mentre le fiamme avanzano.
L’edificio colpito risale agli anni Cinquanta dell’Ottocento ed era stato costruito in stile classico dall’architetto Oleksandr Beretti. L’istituzione che ospita è ancora più antica nel prestigio che nella pietra: l’Accademia venne fondata nel 1918 da Volodymyr Vernadsky, coordina la rete dei centri di ricerca del Paese e svolge funzioni di consulenza per il governo.
Il colpo si inserisce in un bilancio che l’UNESCO aggiorna da anni e che al 23 settembre contava 560 siti culturali danneggiati in Ucraina: 283 edifici di interesse storico o artistico, 164 luoghi di culto, 43 musei, 33 monumenti, 24 biblioteche, 8 siti archeologici e 5 archivi.
Accanto agli edifici, c’è il conto di ciò che contenevano. Secondo il ministero della Cultura ucraino sono andati distrutti oltre 13 milioni di libri di nuova stampa, con perdite dirette per il settore editoriale stimate in almeno 1,75 miliardi di grivnie. Una parte consistente della produzione libraria annuale del Paese è stata cancellata prima ancora di arrivare in libreria.
