Irene Pivetti, presidente della Camera dei deputati italiana dal 1994 al 1996, è imputata davanti al Tribunale della Repubblica di San Marino per evasione fiscale. Deve rispondere dell’articolo 389, primo comma, del codice penale sammarinese nella sua qualità di amministratrice di una società con sede sul Titano.
La prima udienza si è tenuta venerdì scorso davanti al giudice Fabio Giovagnoli ed è servita alla costituzione delle parti. La Procura fiscale, rappresentata dall’avvocato Giorgia Ugolini, ha chiesto alcune correzioni materiali al capo di imputazione.
In aula si è costituita parte civile anche l’Eccellentissima Camera, che punta a ottenere il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale che, secondo l’accusa, sarebbe stato «causato dal discredito arrecato all’amministrazione finanziaria». A rappresentarla è l’avvocato Simona Ugolini dell’Avvocatura dello Stato. La difesa di Pivetti, affidata agli avvocati Filippo Cocco e Margherita Albertini, non si è opposta né alle modifiche del capo di imputazione né alla costituzione di parte civile.
Il giudice ha quindi dichiarato aperta l’istruttoria dibattimentale. Nella prossima udienza verranno ascoltati i testimoni indicati dalle parti. Il processo è al suo inizio e per l’imputata vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
In Italia Pivetti è coinvolta in un procedimento distinto, nato da operazioni commerciali del 2016: l’acquisto e la rivendita della scuderia Isolani Racing Team insieme al pilota Leo Isolani e analoghe operazioni su tre Ferrari attraverso una società cinese. Era stata condannata a quattro anni in primo grado per evasione fiscale e riciclaggio, pena confermata in appello. Il 10 luglio 2026 la Corte di Cassazione ha però accolto il ricorso della difesa e annullato la sentenza d’appello, che dovrà essere rifatta.
La ricostruzione dell’udienza sammarinese è di Libertas.
