Si infittisce il quadro della crisi in Medio Oriente, tra accuse incrociate e tentativi di dialogo. Secondo quanto riportato dal Financial Times, l’Iran avrebbe utilizzato un satellite di origine cinese per colpire basi statunitensi nella regione durante il recente conflitto. Una ricostruzione che Pechino respinge con decisione, definendo le notizie “completamente infondate” e negando qualsiasi coinvolgimento militare a fianco di Teheran.
Sul fronte diplomatico, emergono segnali più distensivi. L’Associated Press parla di un’intesa preliminare tra Stati Uniti e Iran per estendere il cessate il fuoco, in scadenza il 21 aprile, con l’obiettivo di guadagnare tempo per negoziati più strutturati.
Nel frattempo, si muove anche la diplomazia europea: la Svizzera si è proposta come sede per nuovi colloqui, sia tra Washington e Teheran sia tra Israele e Libano. Da Berna fanno sapere che la disponibilità è stata accolta positivamente, soprattutto per quanto riguarda il dialogo tra Usa e Iran, con Ginevra considerata un terreno neutrale e già collaudato per trattative internazionali.
Il contesto resta però fragile. Tra minacce legate al traffico petrolifero, movimenti militari e pressioni politiche, la regione continua a oscillare tra il rischio di escalation e la possibilità, ancora incerta, di una stabilizzazione negoziata.




