Gli aeroporti dell’Emilia-Romagna, incluso quello di Rimini, mostrano segnali concreti di crescita grazie a nuovi collegamenti internazionali e un aumento delle rotte. Tuttavia, sullo sfondo si allunga l’ombra della crisi geopolitica, con il blocco dello stretto di Hormuz e la guerra in Iran che potrebbero avere ripercussioni dirette sul costo e sulla disponibilità del carburante.
A lanciare l’allarme è l’assessora regionale al Turismo Roberta Frisoni, che parla di uno scenario difficile da prevedere: “Nessuno può sapere cosa accadrà, neppure gli analisti del settore”, sottolineando come il contesto internazionale sia fuori dal controllo delle istituzioni locali ma destinato a incidere sull’intero comparto turistico.
Eppure i segnali positivi non mancano. La legge regionale sugli aeroporti, con quattro milioni di euro destinati a rafforzare gli scali minori come Rimini, Forlì e Parma, sta già producendo effetti visibili. Per l’estate si registra infatti un aumento significativo dei voli, con collegamenti ampliati verso l’estero.
Particolarmente rilevante per la Riviera è il ritorno di rotte strategiche, come il collegamento con la Germania, e il rafforzamento dei flussi da Paesi in crescita come la Polonia. Inoltre, tutti gli aeroporti regionali saranno connessi con il Regno Unito, non solo con Londra ma anche con altre città.
Resta però il nodo del turismo interno, che continua a mostrare segnali di debolezza. Tra calo demografico e minore potere d’acquisto, la domanda nazionale fatica a sostenere da sola il sistema. Proprio per questo, conclude Frisoni, diventa fondamentale puntare sui mercati esteri, a patto che lo scenario internazionale non peggiori ulteriormente.




