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Hormuz paralizzato, Iran e Usa restano distanti: Teheran nega negoziati diretti

Resta altissima la tensione tra Stati Uniti e Iran, mentre il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz è ormai ridotto ai minimi. Teheran continua a negare l’esistenza di negoziati diretti con Washington, nonostante Donald Trump abbia parlato di contatti informali con i Pasdaran.

«Sono bravi giocatori di poker, ma stanno morendo», ha dichiarato il presidente americano riferendosi alle Guardie rivoluzionarie iraniane. Trump ha aggiunto di non avere una tabella di marcia né fretta di raggiungere un’intesa, ribadendo inoltre che l’Iran non potrà ottenere «in nessuna forma» un’arma nucleare.

Nel frattempo la crisi sta avendo conseguenze pesanti sulla navigazione. Secondo i dati di Kpler, domenica appena tre navi hanno attraversato Hormuz. Negli ultimi cinque giorni la media è stata di circa 12 transiti quotidiani, contro i circa 130 al giorno precedenti all’inizio della guerra, il 28 febbraio.

Da Teheran, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha escluso che sia in corso qualcosa di assimilabile a un cessate il fuoco. I contatti, ha spiegato, avverrebbero attraverso Qatar e Pakistan, che stanno facendo da intermediari tra le parti. L’Iran rivendica inoltre il controllo dello Stretto e sostiene che la sua apertura o chiusura dipenderà dalle decisioni di Teheran.

La situazione mette ulteriormente in discussione il memorandum in 14 punti firmato il 17 giugno da Trump e dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian. L’intesa prevedeva, tra le altre cose, la cessazione delle ostilità, il progressivo ritiro americano e lo sminamento di Hormuz, ma la sua applicazione si è rapidamente arenata.