7 milioni di euro sotto sequestro: conti, immobili e crediti fiscali. E nella rete ricostruita dagli investigatori compaiono due società sammarinesi.
L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Rimini ha individuato una presunta frode fiscale nel commercio di alcolici e birra. Il sequestro preventivo, disposto dall’autorità giudiziaria, supera i 7 milioni di euro. È stato eseguito con il Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Rimini. Al centro dell’inchiesta c’è una società riminese.
La rete comprende 12 società italiane, 9 imprese tra Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca e Romania, e 2 società sammarinesi. Il collegamento con il Titano riguarda vendite che l’azienda riminese avrebbe effettuato, almeno sulla carta, verso società sammarinesi. Secondo gli investigatori, fatture per operazioni inesistenti e documenti di trasporto falsificati simulavano cessioni all’estero.
Il sequestro ha colpito crediti fiscali, conti correnti, beni mobili e immobili riconducibili agli indagati. Un secondo filone riguarda i rimborsi delle accise, chiesti su prodotti dichiarati venduti all’estero. Le persone coinvolte sono indagate: nessuna condanna è stata pronunciata.
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