La protesta degli studenti torna a infiammare la Francia. Martedì migliaia di giovani, affiancati da insegnanti, genitori e sindacati, sono scesi in strada per una nuova giornata di mobilitazione nazionale. A Parigi il corteo è stato segnato da scontri tra gruppi di manifestanti e forze dell’ordine, con lanci di oggetti e l’utilizzo di gas lacrimogeni.
Manifestazioni si sono svolte anche a Lione, Marsiglia, Strasburgo e in numerose altre città. La mobilitazione, partita a metà settembre, ruota attorno alle condizioni della scuola pubblica: gli studenti denunciano carenza di insegnanti, classi sovraffollate, strutture inadeguate e scarsità di risorse.
Il bilancio delle ultime settimane è pesante. Secondo i dati comunicati dalle autorità, dall’inizio delle proteste sono rimasti feriti 215 studenti, 85 membri del personale scolastico e 715 tra poliziotti e gendarmi: complessivamente oltre mille persone. I fermi effettuati dall’inizio della mobilitazione hanno superato quota 6mila.
Numerosi anche i blocchi davanti agli istituti. Secondo le organizzazioni studentesche, circa 1.800 licei su 3.700 sono stati interessati dalla protesta, mentre le cifre diffuse dalle autorità risultano più basse.
Il premier Sébastien Lecornu ha condannato gli episodi di violenza, mentre il governo ha promesso interventi sulle principali criticità denunciate dagli studenti. La protesta, però, non si ferma e il confronto sulla situazione della scuola francese resta ad alta tensione.
