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Attualità

Dall’oncologia alle cure a casa, la sanità si dà un calendario

I lavori della nuova farmacia dell’ospedale partono il 12 ottobre, quelli dell’oncologia dovrebbero chiudersi entro la fine dell’anno e l’hospice provvisorio è atteso in ospedale entro l’inizio del nuovo anno. Sono alcune delle scadenze contenute in un comunicato congiunto delle forze di maggioranza, diffuso dopo l’audizione del Comitato Esecutivo dell’ISS in Commissione e firmato da Pdcs, Libera, Psd, AR, dalla consigliera Giovanna Cecchetti e dal consigliere indipendente del PSRS. È su quel testo che si basa questo articolo.

Il documento mette in fila il primo anno di mandato del Comitato Esecutivo e il calendario dei prossimi mesi, e arriva pochi giorni dopo la seduta in cui sul nuovo ospedale non era stata indicata alcuna data. La cornice dichiarata è il passaggio dalla cura dell’emergenza alla prevenzione e alle cure di prossimità, cioè «servizi vicini a dove le persone vivono, capaci di seguirle nel tempo».

Sul fronte della prevenzione la maggioranza rivendica l’ampliamento degli screening: il programma Cardio 40 per chi compie quarant’anni, l’anticipo a 45 anni del controllo del colon-retto e il nuovo test gratuito per l’epatite C. Da maggio è attiva la medicina proattiva domiciliare, con il medico di famiglia che raggiunge a casa le persone fragili o con poca mobilità «senza attendere che siano loro a chiedere aiuto», e nel corso di ottobre partirà l’assistenza pediatrica a domicilio per i bambini più fragili. In parallelo il percorso «Verso le cure di prossimità» sta preparando il personale a una nuova organizzazione dei Centri Sanitari, destinati a diventare il punto di riferimento del territorio.

Sulle liste d’attesa, definite «una delle preoccupazioni più sentite dai cittadini», le leve indicate sono due: le prestazioni aggiuntive dei medici, che aumentano l’offerta di visite ed esami, e l’assunzione di personale dove c’è carenza, insieme a un uso più efficiente di strutture e macchinari.

Il capitolo più dettagliato è quello dei cantieri. All’ospedale, oltre a oncologia e farmacia, l’area prelievi e la nuova camera mortuaria sono in progettazione con tempi stimati di circa sei mesi, mentre sono previsti l’ampliamento della sala d’attesa del pronto soccorso e una nuova sala del risveglio in endoscopia. Si tratta, scrive la maggioranza, di «interventi meno visibili di una grande opera, ma incidono ogni giorno sulla qualità dell’esperienza di pazienti, familiari e operatori». Sul territorio il Centro Sanitario di Borgo Maggiore sarà inaugurato «a brevissimo» e a Murata partono i lavori di riqualificazione dell’edificio esistente, senza consumo di nuovo suolo.

Per gli anziani il nodo è la Fiorina, dove l’ampliamento della RSA porterà circa cinquanta nuovi posti per non autosufficienti, con l’obiettivo di aprire il cantiere tra la primavera e l’estate prossime. Accanto alla residenza nascerà l’hospice definitivo, preceduto dalla convenzione con l’Associazione Oncologica Sammarinese, che ha promosso il progetto e lo destinerà poi allo Stato. C’è poi un’ipotesi finora poco discussa: una nuova RSA convenzionata a Chiesanuova, nell’ex Karnak, con circa settantasei posti, ancora da verificare sul piano della fattibilità, che affiancherebbe alla capacità pubblica strutture private accreditate sotto il controllo dell’ISS.

Sul nuovo ospedale la maggioranza non fissa invece alcuna data e rivendica la scelta di «procedere con metodo e senza scorciatoie». L’indicazione è una struttura «moderna, modulare e adattabile», capace di ospitare nel tempo anche attività specialistiche ad alto contenuto tecnologico. Prima di decidere, si legge, servono un confronto sulle caratteristiche dell’opera, chiarezza sui passaggi istituzionali e «una valutazione seria delle diverse forme di finanziamento, compresa la finanza di progetto, con i relativi vantaggi, criticità e impatto sui conti dello Stato». È il passaggio politicamente più pesante del testo, perché apre esplicitamente al project financing per un’opera che finora non ha né tempi né modello.

La chiusura è una dichiarazione di principio accompagnata da un impegno. La sanità del futuro, scrivono i firmatari, deve restare «pubblica, universale e gratuita per gli assistiti», con liste d’attesa ridotte, accesso semplificato dagli strumenti digitali e assistenza domiciliare rafforzata, e con la possibilità di valorizzare le proprie capacità anche verso chi non è assistito per aumentare le entrate dell’Istituto. Da lì partirà la riflessione sul prossimo Piano Sanitario e Socio-Sanitario, da impostare nei primi mesi del 2027. La maggioranza riconosce al Comitato Esecutivo di aver lavorato «in linea con gli indirizzi ricevuti», ma aggiunge che «i cittadini giudicheranno i risultati: servizi che funzionano, cantieri aperti e opere consegnate nei tempi annunciati».

Dall’oncologia alle cure a casa, la sanità si dà un calendario