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Attualità

Concessioni balneari, Rimini chiude il primo bando e Riccione parte: 52 lotti in movimento

La partita delle concessioni balneari entra nel vivo sulla costa riminese. Mentre Rimini chiude il primo bando e si prepara ad aprire le buste, Riccione mette a punto le proprie procedure e annuncia la pubblicazione delle prime gare. Due percorsi che viaggiano in parallelo e che riguardano, in questa prima fase, aree di spiaggia collegate a stabilimenti che hanno strutture a monte su proprietà privata.

A Rimini sono scaduti oggi, giovedì 10 settembre, alle 13 i termini del bando per l’affidamento di 27 concessioni demaniali sul litorale nord. Sul tavolo del Comune sono arrivate 38 domande, undici in più rispetto ai lotti disponibili. Si tratta di zone di solo ombreggio destinate al completamento degli stabilimenti balneari che sorgono su aree private.

Le concessioni avranno una durata di cinque anni e saranno assegnate con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Ora Palazzo Garampi dovrà nominare la commissione giudicatrice interna. L’apertura delle buste è prevista già all’inizio della prossima settimana, quando partirà l’esame delle offerte tecniche. Seguiranno la valutazione delle proposte e l’attribuzione dei punteggi per ciascun lotto.

Nella scelta peseranno diversi elementi: qualità dei servizi, attenzione alle famiglie e alle persone con disabilità, sicurezza dei lavoratori e tutela dell’ambiente. I criteri, spiega il Comune, seguono le direttive contenute nella legge 118 del 2022 e puntano anche all’innalzamento e alla diversificazione dei servizi offerti sulla spiaggia.

A Riccione, invece, il percorso parte dai primi 14 lotti “solo arenile”. La giunta ha approvato le linee guida delle procedure comparative e i bandi saranno pubblicati a partire dalla prossima settimana. Anche qui non si parla, almeno per il momento, di stabilimenti balneari completi: la parte a monte, dove si trovano cabine, servizi e strutture fisse, è privata. A gara va quindi la porzione demaniale verso il mare, quella utilizzata per ombrelloni e attrezzature leggere. Altri avvisi seguiranno successivamente per le restanti concessioni.

Anche Riccione sceglie una durata di cinque anni. Ogni concorrente potrà aggiudicarsi un numero limitato di lotti, con l’obiettivo dichiarato di garantire concorrenza e favorire la partecipazione delle piccole e medie imprese. Nella graduatoria il progetto gestionale avrà un peso superiore rispetto alla sola offerta economica.

Saranno valutate in particolare sostenibilità ambientale, esperienza e qualificazione professionale, inclusione lavorativa di giovani e donne, gestione diretta e rilevanza dell’attività come principale fonte di reddito. I futuri concessionari dovranno inoltre versare, oltre al canone, un contributo annuale al Comune, che sarà reinvestito in opere e servizi di interesse turistico.

Con l’avvio di queste procedure diamo un riscontro concreto e responsabile agli obblighi normativi imposti dalla direttiva europea Bolkestein”, spiega la sindaca di Riccione Daniela Angelini, sottolineando la scelta di “mettere al centro la trasparenza e la valorizzazione del modello turistico cittadino”.

L’assessore al demanio Christian Andruccioli spiega invece che il Comune ha deciso di partire dai quattordici lotti “per testare un impianto che mette al centro il merito e la sostenibilità”, mentre la dirigente Cinzia Farinelli sottolinea che la mappatura delle concessioni ha consentito di definire gli indirizzi per procedure “eque, trasparenti e aperte alla massima partecipazione”.

Rimini è dunque già alla conta delle offerte, Riccione sta per aprire le proprie gare. Due tappe diverse dello stesso percorso che comincia a tradurre sul territorio il nuovo quadro delle concessioni balneari e che, dopo questi primi lotti particolari, è destinato ad allargarsi progressivamente al resto dell’arenile.

Concessioni balneari, Rimini chiude il primo bando e Riccione parte: 52 lotti in movimento