L’Unione europea fa fronte comune con la Spagna sulla gestione della crisi migratoria a Ceuta. Al termine della videoconferenza straordinaria dei ministri dell’Interno, durata oltre tre ore, è emersa una linea condivisa: lo spazio Schengen non è mai stato a rischio e la risposta di Madrid all’emergenza è stata ritenuta rapida ed efficace.
Nel corso dell’incontro è stato ribadito che quanto accaduto nell’enclave spagnola non può essere considerato un normale fenomeno migratorio e che servono frontiere esterne più solide e procedure di rimpatrio più incisive.
La Spagna ha quindi chiesto all’Italia di revocare i controlli aggiuntivi introdotti ai confini, definiti da Madrid una scelta ingiustificata. Da parte italiana resta invece la richiesta di rafforzare l’azione dell’Ue nella gestione dei flussi migratori.
Secondo quanto riferito durante il vertice, dei 72 mila migranti irregolari entrati a Ceuta dall’inizio della crisi, circa 70 mila sono già rientrati. Dopo un avvio caratterizzato da tensioni, la riunione si è conclusa con un generale messaggio di solidarietà alla Spagna e con il richiamo alla necessità di una risposta comune europea al fenomeno migratorio.
