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Attualità

Aggressioni sui bus, a Rimini arriva il pulsante che dà l’allarme alle forze dell’ordine

Un pulsante in cabina per dare l’allarme a polizia e carabinieri in caso di aggressione e mostrare in diretta quello che sta succedendo sull’autobus. Anche a Rimini gli autisti di Start Romagna potranno contare sul “Panic Button”, il sistema che permette alle forze dell’ordine di ricevere le immagini delle telecamere di bordo, localizzare il mezzo e valutare l’invio di una pattuglia. Venerdì 9 ottobre è stato firmato l’accordo tra prefettura, questura, comando provinciale dei carabinieri e azienda di trasporto.

Il bottone è già presente sui bus. A essere esteso al territorio riminese è il collegamento con le sale operative, sul modello avviato a Forlì-Cesena nel 2021. La firma apre dunque la strada all’attivazione del servizio anche nel bacino di Rimini, dove circolano circa 200 autobus già dotati di videosorveglianza.

Il funzionamento parte dalla postazione del conducente. Se a bordo si verifica un’aggressione o una situazione di grave pericolo, l’autista preme il pulsante d’emergenza. Il sistema invia immediatamente la segnalazione alle forze dell’ordine e trasmette le riprese delle telecamere interne. Contemporaneamente comunica la posizione dell’autobus attraverso la geolocalizzazione.

Gli operatori possono così vedere che cosa accade sul mezzo e sapere dove si trova, senza dover attendere una successiva ricostruzione dell’episodio. Sulla base delle immagini e delle informazioni ricevute, polizia e carabinieri valutano se far intervenire una pattuglia e dove indirizzarla.

È questo il passaggio centrale dell’accordo: mettere in comunicazione chi si trova alla guida con chi deve gestire la richiesta di aiuto. Le telecamere, già utilizzate per ricostruire aggressioni e danneggiamenti, diventano anche uno strumento per seguire un’emergenza mentre è in corso.

La tecnologia riprende il modello del video-allarme antirapina, impiegato nella protezione di attività commerciali come le gioiellerie. Nel caso degli autobus, alle immagini si aggiunge la posizione del veicolo, necessaria per raggiungere un mezzo che può trovarsi in fermata oppure lungo il percorso.

L’intesa stabilisce le modalità di introduzione del sistema e le procedure per la gestione degli allarmi. Le spese saranno a carico di Start Romagna, mentre l’utilizzo delle immagini dovrà rispettare la normativa sulla tutela dei dati personali. Non è stata indicata una data precisa per l’avvio operativo del collegamento a Rimini.

Il precedente di Forlì-Cesena risale a cinque anni fa. Nel febbraio 2021 il Panic Button era già entrato in funzione su una prima parte della flotta, nell’ambito del protocollo “Safe Travel Bus”, con il coordinamento della prefettura e il coinvolgimento di questura e carabinieri. Il pulsante attivava un allarme nella sala operativa di Cesena e consentiva la trasmissione delle immagini di bordo e della posizione del bus.

Allora il progetto si inseriva anche nelle misure adottate durante l’emergenza sanitaria, tra controllo degli assembramenti e rispetto delle regole sui mezzi pubblici. La protezione degli autisti e dei passeggeri era già uno degli obiettivi del sistema, che ora viene esteso al bacino riminese per consentire una risposta più rapida alle situazioni di pericolo.

“Con il Panic Button portiamo anche sui nostri mezzi del bacino riminese uno strumento all’avanguardia, che aggiunge un tassello importante al lavoro che stiamo mettendo in campo per la sicurezza di autisti e utenti”, afferma Andrea Corsini, presidente di Start Romagna.

L’azienda richiama gli investimenti effettuati negli ultimi anni, dalle paratie di protezione delle cabine di guida agli interventi di adeguamento degli autobus. “È un tema che ci sta particolarmente a cuore e sul quale abbiamo scelto di investire concretamente, anticipando anche le disposizioni ministeriali, come nel caso dell’installazione delle paratie di protezione delle cabine di guida e degli interventi di adeguamento dei mezzi”, prosegue Corsini.

Per Start, il collegamento deve servire anche a scoraggiare violenze e atti vandalici. “Il nostro obiettivo è da un lato intervenire in tempo reale nelle situazioni di emergenza, dall’altro prevenirle, scoraggiando e riducendo il rischio di comportamenti pericolosi”, aggiunge il presidente.

La firma arriva a pochi giorni dall’aggressione a un conducente della linea 9, avvenuta il 5 ottobre a Santa Giustina. L’autista, un italiano di 48 anni, era stato colpito al braccio con la cornetta del telefono della cabina dopo una discussione sull’orario di partenza. Il passeggero si sarebbe lamentato per l’attesa, mentre il conducente gli avrebbe spiegato che la sosta era prevista e che doveva rispettare gli orari. Per l’autista la prognosi era stata di 20 giorni.

La Squadra mobile ha individuato il presunto responsabile, un 38enne della Repubblica Dominicana, denunciato per lesioni aggravate, minacce, danneggiamento aggravato e interruzione di pubblico servizio. Proprio le immagini delle telecamere del bus hanno contribuito a identificarlo, attraverso il confronto con le informazioni delle banche dati delle forze di polizia.

Il nuovo accordo riguarda invece la possibilità di utilizzare quelle riprese fin dalla richiesta di aiuto, mettendole a disposizione delle sale operative per decidere l’intervento.

“Questo protocollo rappresenta un risultato importante e concreto della collaborazione tra le Forze dell’Ordine, Start Romagna e le realtà del territorio”, commenta la prefetta di Rimini, Giuseppina Cassone. “La sicurezza dei cittadini è una priorità che richiede un impegno condiviso, capace di coniugare prevenzione, controllo del territorio e innovazione”.

“Con questo accordo rafforziamo gli strumenti a disposizione delle Forze dell’Ordine per garantire interventi sempre più tempestivi ed efficaci, contribuendo a rendere più sicuro anche il trasporto pubblico locale”, conclude Cassone.

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