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Attualità

Affitti brevi, la Consulta boccia la legge dell’Emilia-Romagna: limiti troppo pesanti

Stop a due punti centrali della legge dell’Emilia-Romagna sugli affitti brevi, approvata alla fine del 2025 per contrastare il turismo eccessivo e tutelare il mercato delle abitazioni.

La Corte costituzionale ha bocciato le disposizioni che introducevano una specifica destinazione urbanistica per le locazioni brevi e consentivano ai Comuni di imporre particolari condizioni per queste attività in determinate zone.

Il problema non è la possibilità di mettere dei paletti agli affitti turistici, ma il modo in cui la Regione ha deciso di farlo. Secondo i giudici, le restrizioni risultano eccessive rispetto all’obiettivo, anche perché previste su tutto il territorio regionale.

C’è poi un’altra questione: la disparità di trattamento tra chi affitta un appartamento ai turisti e chi gestisce altre strutture ricettive, come quelle extra-alberghiere.

L’obbligo di cambiare la destinazione d’uso dell’immobile, passando da residenziale a turistico-ricettiva, riguardava infatti soltanto le locazioni brevi. Una differenza giudicata irragionevole, considerando che un appartamento può essere affittato ai turisti anche occasionalmente.

La Consulta ha quindi accolto le contestazioni del Governo, cancellando le due disposizioni contestate, senza però mettere in discussione il principio secondo cui le Regioni possono intervenire per contrastare gli effetti del turismo eccessivo.

Una decisione diversa da quella arrivata sulla legge della Toscana, che aveva invece superato l’esame della Corte costituzionale.

Affitti brevi, la Consulta boccia la legge dell’Emilia-Romagna: limiti troppo pesanti