L’acqua che San Marino può prelevare dal Lago del Torello passerà da circa 60 mila a 230 mila metri cubi. Quasi quattro volte tanto.
L’investimento stimato è di circa 2 milioni e mezzo di euro. L’intesa è stata firmata a luglio dall’Azienda dei Servizi con il Governo e il Comune interessato. Il Segretario di Stato per il Territorio e l’Ambiente Matteo Ciacci la definisce «una delle risposte più concrete» all’Istanza d’Arengo del 2023 sulle risorse idriche. Se n’è parlato mercoledì in Commissione Consiliare IV.
Matteo Casali di Repubblica Futura ha aperto un processo agli annunci sull’acqua. Il bersaglio è l’invaso di Gorgascura. Il Piano per lo sviluppo sostenibile del 2023 lo stimava attorno ai 37 milioni. Negli stessi mesi uno studio dell’Università di San Marino indicava una stima centrale di circa 45 milioni, con una forbice che poteva superare i 100.
Casali indica un’altra strada: riutilizzare le acque depurate per industria e irrigazione. Dalla maggioranza Guerrino Zanotti di Libera concorda: «Ci siamo spesso sperticati su progetti faraonici». Ciacci ha risposto che servono «umiltà, concretezza e razionalità». Il 5 ottobre la Segreteria organizza una serata pubblica con amministratori di Forlì e Genova.
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