Risulta che nella riunione di oggi del gruppo di lavoro EFTA del Consiglio dell’Unione europea la Bulgaria avrebbe formalizzato una riserva sull’Accordo di associazione tra l’UE e la Repubblica di San Marino.
Conseguenza diretta, sempre secondo le stesse fonti: il COREPER II convocato per domani 6 maggio slitterebbe al 20 maggio, mentre l’approdo in Consiglio si sposterebbe al CAE Commercio del 22 maggio.
Cosa potrebbe comportare
Sul piano procedurale. Una riserva formale in EFTA fa uscire il dossier dal binario veloce dell’approvazione automatica come “punto A” al Consiglio. Significa che ogni nodo può essere rimesso in discussione politicamente. Due settimane di slittamento, in materie che richiedono unanimità, non sono un dettaglio: sono il tempo in cui una posizione contraria può strutturarsi e, eventualmente, coordinarsi con altri Stati membri.
Sul piano del calendario. Lo schema annunciato dal Segretario di Stato per gli Affari Esteri Luca Beccari prevedeva il 6 maggio come passaggio decisivo, l’11 maggio come via libera del Consiglio, fine giugno-inizio luglio come finestra per la firma, fine 2026 come entrata in vigore provvisoria. Se la riserva regge, l’intero schema si sposta in avanti. La presidenza cipriota, che voleva chiudere il dossier nel proprio semestre, ha ora una finestra molto più stretta.
Sul piano diplomatico. Va considerato un elemento di contesto: dal 19 aprile la Bulgaria ha un nuovo governo, guidato dall’ex Presidente Rumen Radev, considerato eurocritico. Le interlocuzioni che la Segreteria Esteri sammarinese aveva avviato con il precedente esecutivo bulgaro andranno verosimilmente ricalibrate.





