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Attualità

San Marino, la scommessa europea passa dall’industria e dalla riforma delle banche. Linkiesta Europea analizza il cambio di modello economico del Titano

L’accesso al mercato unico per sostenere l’industria, insieme a controlli più stringenti sul sistema bancario. Sono i due aspetti al centro dell’analisi di Matteo Fabbri pubblicata il 24 ottobre su Linkiesta Europea, dedicata all’accordo di associazione tra San Marino e Unione europea, firmato il 19 ottobre.

L’intesa consentirà alla Repubblica di partecipare più ampiamente al mercato unico senza entrare nell’Unione. Per le imprese sammarinesi significa ridurre gli ostacoli all’attività oltre confine, in un’economia nella quale la manifattura produce circa un terzo del valore aggiunto nazionale ed esporta quasi il 90% della produzione.

Il comparto occupa inoltre più di un lavoratore su tre nel settore privato. Numeri che, nell’analisi della testata, avvicinano il Titano al Liechtenstein più che ad Andorra, dove il peso dell’industria è molto inferiore.

Il cambiamento segue la crisi del modello fondato sul segreto bancario e sulla raccolta di capitali dall’Italia. Tra la fine del 2008 e la metà del 2010, ricostruisce Linkiesta Europea, i depositi diminuirono di circa il 35%, sotto la pressione dello scudo fiscale italiano e delle richieste internazionali di maggiore trasparenza.

Negli anni successivi le banche sono passate da dodici a quattro, con ripetuti interventi pubblici di sostegno. Il risanamento resta un nodo: secondo i dati del Fondo monetario internazionale richiamati nell’articolo, nel 2025 il rapporto tra crediti deteriorati netti e prestiti netti era dell’11,1%.

Per questo l’apertura dei mercati finanziari europei sarà graduale e subordinata a verifiche sulla regolamentazione e sulla vigilanza. Le opportunità per gli istituti dipenderanno quindi dal rispetto delle condizioni previste dall’accordo.

Resta stretto anche il rapporto con l’Italia. A settembre 2025 erano oltre 8.600 i frontalieri occupati nella Repubblica, una componente rilevante per le imprese del territorio.

L’integrazione economica comporterà l’applicazione di numerose regole europee. San Marino potrà partecipare alle consultazioni previste dall’intesa, senza avere il diritto di voto riconosciuto agli Stati membri nelle istituzioni dell’Unione. Il trattato dovrà ancora completare le procedure necessarie per entrare pienamente in vigore.