Read in English
Attualità

Renzi (RF): “Basta trionfalismi sull’Europa, servono vantaggi concreti per i cittadini. Il governo presenti le prime dieci cose che cambieranno”

“Cerchiamo di mettere da parte la retorica del trionfalismo, del fatto che va tutto bene.” È l’appello lanciato da Nicola Renzi (Repubblica Futura) nel comma comunicazioni del Consiglio Grande e Generale. Il consigliere ha ribadito il sostegno all’Accordo di associazione con l’Unione Europea, chiedendo però risultati concreti per i cittadini, soprattutto nei servizi bancari e finanziari. Duro anche il giudizio sull’operato del governo, con un richiamo alle vicende che hanno segnato la legislatura.

L’intervento integrale di Nicola Renzi (RF)

Voglio innanzitutto richiamare l’intervento delle Loro Eccellenze per quello che ci hanno detto, perché credo che sia stato un intervento importante. Al di là del messaggio di speranza che avete voluto darci, quello che ho colto maggiormente è stato anche un richiamo forte a quest’Aula, al rispetto reciproco e soprattutto alla necessità di ricordare sempre che l’azione che noi svolgiamo qui dentro deve essere solo ed esclusivamente al servizio dei nostri cittadini, nessuno dei quali può essere escluso da ciò che noi facciamo. Credo che questo sia davvero molto importante.

Ricollegandomi a quanto è stato detto, purtroppo adesso non ho il tempo per commentare alcune delle cose che ha affermato il collega intervenuto prima di me. Credo però che il suo intervento meriti una forte attenzione, che sicuramente nei prossimi giorni dovrà essergli riservata.

Partiamo dal 19 ottobre, da una data che è certamente storica, una data che entrerà nella storia della nostra Repubblica. È una data che, da un lato, merita sicuramente di essere non solo ricordata, ma anche festeggiata. Da qui però, e spero che quello che dirò non venga frainteso, vorrei che fosse colta una sincera e ribadita volontà di collaborazione, che prescinde dai giochini politici, da un lato, che non ci interessano, e dalla retorica, dall’altro.

E allora faccio subito un appello tanto al governo quanto alla maggioranza. Cerchiamo di mettere da parte la retorica del trionfalismo, del fatto che va tutto bene, e cerchiamo invece di non combattere la retorica opposta, quella del disfattismo a tutti i costi e della perdita della sovranità e dell’indipendenza, con altra retorica, ma con i fatti. Questo è il dato più importante.

E allora lo dico subito, perché noi da oggi pungoleremo il governo e la maggioranza per chiedere effettivamente non solo se siamo pronti a richiedere l’entrata in vigore provvisoria dell’Accordo, ma anche come intendiamo affrontare questo percorso così importante, sul quale noi siamo d’accordo.

Credo che fare queste domande non voglia dire essere contrari o scoraggianti nei confronti dell’Accordo stesso e del percorso che dobbiamo compiere, ma rappresenti invece uno stimolo. Cerco di spiegarmi.

Abbiamo avuto una Commissione molto interessante, la Commissione per le Riforme Istituzionali, nella quale abbiamo parlato del recepimento dell’acquis comunitario. Noi crediamo, anzi chiediamo con forza al governo, di mettere le carte sul tavolo, di dirci effettivamente quali saranno le linee di indirizzo e le modalità pratiche attraverso le quali recepiremo l’acquis comunitario e potremo dare concretezza alle opportunità che ne derivano.

Rimanendo sul discorso relativo alla sovranità e all’indipendenza della Repubblica di San Marino, io credo che le risposte, tanto teoriche quanto pratiche, siano semplici. L’Accordo di associazione ci dà degli strumenti. Ce ne sono almeno tre, ma ce ne sono anche tanti altri: il Comitato misto, il Comitato di associazione e il Comitato parlamentare.

Questi strumenti sono il riconoscimento della nostra sovranità e ci daranno la possibilità di avere una sede riconosciuta nella quale far valere i nostri diritti nei confronti dell’Unione Europea.

Quindi, se vogliamo parlare di sovranità, affrontiamo il tema dal punto di vista storico. La storia della Repubblica di San Marino è incentrata sulla ricerca costante della nostra sovranità, che non è mai un dato acquisito, che non è un dato autoreferenziale, ma che si basa solamente sul riconoscimento che gli altri danno di quella sovranità. Non può venire da noi stessi l’affermazione apodittica della nostra sovranità.

A garantirla ci sono gli strumenti legali, gli strumenti degli accordi bilaterali, compresi gli accordi commerciali, come l’Accordo di associazione con l’Unione Europea, che rafforza la nostra sovranità e ci dà gli strumenti per portarla avanti.

Ma noi dobbiamo rispondere ai cittadini e qui ci sarebbe un altro grave errore da evitare, quello di chiudersi a riccio e di non dare risposte. Noi dobbiamo andare a parlare con i cittadini e soprattutto il governo e la maggioranza dovrebbero farlo ancora più di noi.

Dovremmo andare a parlare proprio con quei cittadini che hanno delle perplessità relative all’Accordo di associazione e dimostrare con i fatti quali sono invece i vantaggi che ne derivano.

Noi, come Repubblica Futura, abbiamo tentato di farlo. Lo abbiamo fatto la settimana scorsa e lo abbiamo fatto volutamente in un bar. Ci siamo messi lì, abbiamo detto alcune parole e poi ci siamo confrontati con la gente che in quel bar si trovava per fare un aperitivo, per vivere la propria vita.

Le domande che sono arrivate sono state tantissime e quello che vi posso dire è che, alla fine di quella discussione, che è durata due ore ed è stata una discussione veramente tranquilla, piacevole, nella quale ci siamo confrontati davvero sul merito della questione, molte persone ci hanno detto: “Ma perché queste cose non ce le dice nessuno?”.

Ecco, questo è il punto fondamentale. Non basta fare i grandi eventi, non basta continuare a riunirsi in questa sala per far passare, attraverso celebrazioni più o meno fastose e più o meno ampie, il concetto della bontà dell’Accordo di associazione. Bisogna parlare con le persone.

Noi abbiamo provato a farlo e siamo a disposizione, se magari lo volete fare anche con noi, perché crediamo che questo sia necessario.

Dall’altro lato c’è un grande lavoro da fare, un lavoro enorme, davvero enorme, per il recepimento dell’acquis comunitario e soprattutto per andare a individuare, nei vari settori dell’acquis, quelli che per noi possono essere più profittevoli fin da subito.

E allora non possiamo permetterci ancora di rimanere indietro con il sistema bancario e finanziario, continuando a parlare degli scandali e del rischio bancario, piuttosto che parlare delle prospettive, mentre i mutui hanno costi più alti, mentre se vuoi fare una carta internazionale incontri delle difficoltà e sei escluso da determinati circuiti.

Ecco, questi sono alcuni dei benefici immediati che noi dobbiamo riuscire a trarre dall’Accordo. E i nostri cittadini li capirebbero. Pensiamo al fatto di poter acquistare su certe piattaforme, perché è chiaro che, se i cittadini europei hanno accesso a determinati servizi e noi non ce l’abbiamo, questa rappresenta una discriminazione evidente nell’ambito del mercato unico.

Allora a me sarebbe piaciuto che il governo arrivasse con le prime dieci cose, con i primi dieci vantaggi materiali che i cittadini avranno dall’Accordo di associazione. Questo è quello che dovevamo fare.

Non puntare sul numero maggiore di dipendenti che dovremo assumere, perché ne possiamo assumere anche ottanta, se i vantaggi che ne derivano sono proporzionati a quella spesa.

E allora il governo questo doveva fare. Doveva dire: “Signori, da domani un cittadino che vuole utilizzare Revolut forse lo potrà fare, anzi sicuramente lo potrà fare”. Faccio uno degli esempi più semplici.

Un cittadino che vorrà comprare su una piattaforma online da domani lo potrà fare, perché cercheremo di mettere fine a tutte le discriminazioni che ci sono, perché sono discriminazioni nell’ambito del mercato unico.

Questi sono i pacchetti che il governo doveva presentarci e noi da oggi continueremo a chiederli quotidianamente. E questo non vuol dire essere contrari all’Accordo. Non pensate di utilizzare questa retorica nei nostri confronti. Vuol dire essere forse ancora più favorevoli all’Accordo di quanto lo siate voi.

Ma purtroppo il nostro Paese continua a essere impastoiato. E invece, consigliere Ugolini, avrà pazienza, lei ci ha descritto un mondo idilliaco, meraviglioso.

Ripassiamo quello che è successo in questa legislatura: il DES, il caso del pedofilo, alcune pronunce della Corte europea di giustizia, il tema delle mammografie, il rischio bancario in questi due anni e poi Giochi del Titano.

È possibile concentrare nella storia politica del nostro Paese una serie di fenomeni avversi, così gravi e inaccettabili, accaduti solamente in due anni?

Ancora nell’ordine del giorno del Consiglio Grande e Generale ci sono da analizzare le relazioni sul caso del pedofilo, una vicenda che ormai risale a un anno fa. È possibile?

Allora, purtroppo, ci state descrivendo un mondo che non c’è. Sarà la storia a giudicare. Noi oggi siamo in quest’Aula e abbiamo delle opinioni diverse.

C’è chi ancora viene qui a criticare Adesso.sm, magari dimenticando alcune cose che durante il governo di Adesso.sm sono successe, ma gliele ricorderemo, gliele ricorderemo sicuramente.

E forse allora è davvero il momento, visto che siamo a metà legislatura, di uno scatto di orgoglio, di fare un bilancio di quello che è successo fino a oggi e di invertire la rotta, se ne siete capaci, oppure di prendere le decisioni conseguenti.

Nicola Renzi smentisce la lettura clientelare del suo intervento in Commissione Esteri: “Il ripagare non era una richiesta di posti, ma di un metodo di lavoro sull’Accordo di associazione”