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Attualità

Petroliera sammarinese colpita nel Mar Nero, dietro l’attacco il rischio di una crisi NATO

Una petroliera battente bandiera di San Marino in fiamme, otto marinai dispersi e un attacco che potrebbe arrivare sul tavolo della NATO. Il caso della Wine Trader, colpita nel Mar Nero al largo della Romania, va oltre l’emergenza dei soccorsi: riguarda la sicurezza delle rotte commerciali vicino alla guerra in Ucraina e la risposta dei Paesi dell’Alleanza che si affacciano su quelle acque.

A ricostruire i risvolti diplomatici è il quotidiano economico greco Naftemporiki, secondo cui Romania e Bulgaria stanno valutando se chiedere consultazioni ai sensi dell’articolo 4 del Trattato NATO. È lo strumento che permette a un Paese membro di riunire gli alleati quando ritiene minacciata la propria sicurezza o integrità territoriale. Il passaggio di cui si discute è dunque una richiesta di confronto sulle misure da prendere per proteggere la navigazione.

La Wine Trader si trovava a circa 13 miglia nautiche a est della foce del Danubio, vicino a Sulina, ed era diretta dalla Tunisia alla Romania. Secondo la ricostruzione riportata dalla testata, una serie di esplosioni è stata segnalata intorno alle 7 del mattino. Il presidente rumeno ha confermato l’attacco con droni, mentre i primi aggiornamenti dell’autorità marittima parlavano soltanto di un incendio.

Chi abbia colpito la nave resta da accertare. È il punto che pesa su tutta la vicenda. Naftemporiki riferisce dell’avvistamento notturno di droni russi vicino all’isola ucraina dei Serpenti, non lontano dalla zona dell’incidente. Mosca ha inoltre annunciato di avere colpito due mercantili che, secondo la propria versione, trasportavano materiale militare a Odessa. Non ha però indicato i nomi delle navi né collegato quell’operazione alla Wine Trader. Elementi che, da soli, non permettono di attribuire la responsabilità dell’attacco.

La tensione era già salita dopo gli attacchi a due mercantili al largo della Bulgaria, avvenuti martedì. Secondo il quotidiano greco, una nave è affondata e undici membri dell’equipaggio risultano dispersi. Sofia ha espresso sospetti su un coinvolgimento russo e convocato il rappresentante diplomatico di Mosca per chiedere chiarimenti.

Dietro questi episodi c’è lo scontro sulle rotte verso i porti ucraini. La Russia sostiene di prendere di mira carichi di armi e merci utilizzabili anche per scopi militari. Kiev e gli alleati europei denunciano invece attacchi contro navi commerciali che trasportano grano e altri prodotti civili. La protezione dei mercantili diventa così una questione che coinvolge direttamente Romania e Bulgaria, entrambe membri della NATO.

Sul piano operativo, i colloqui annunciati con il segretario generale Mark Rutte dovrebbero affrontare le necessità della sorveglianza marittima e la disponibilità di ulteriori attrezzature. Intanto, attorno alla petroliera, proseguono le ricerche: dei dodici membri dell’equipaggio, quattro risultano vivi e otto dispersi. Alle operazioni partecipano due elicotteri Black Hawk e due imbarcazioni di soccorso, con onde alte che rendono più difficile raggiungere la nave.

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