Trenta o quaranta progetti di legge corposi nel 2027, nuove autorità da istituire e uffici da preparare. L’attuazione dell’accordo di associazione con l’Unione europea porta nella commissione speciale per le riforme istituzionali una domanda concreta: come organizzare il lavoro e con quali risorse. Il segretario di Stato agli Interni Andrea Belluzzi propone consulenza tecnica e formazione per i consiglieri. Mirko Dolcini chiede al governo il conto degli interventi iniziali e le coperture.
Per Belluzzi bisogna intervenire sia sulle procedure sia sugli strumenti del Parlamento, evitando che il recepimento delle norme europee ingolfi il Consiglio. La prospettiva non è trasformare il mandato in un lavoro a tempo pieno, ma mettere i consiglieri nelle condizioni di affrontare testi complessi.
“L’indirizzo non è arrivare alla professionalizzazione del parlamentare. Ma non possiamo nemmeno fare in modo che il parlamentare non abbia gli strumenti per svolgere appieno il proprio ruolo e la propria funzione.”
La proposta è una struttura di consulenza tecnica con competenze giuridiche ed economiche, alla quale consiglieri e gruppi possano chiedere ricerche e approfondimenti. “Avere un consulente neutrale sul quale parlamentari e gruppi possano contare per gli approfondimenti, per porre quesiti e richiedere ricerche può snellire anche i tempi e i processi di approvazione.” Un supporto che, secondo il segretario, aiuterebbe anche a distinguere i contrasti politici dai dubbi risolvibili con chiarimenti tecnici.
L’altro fronte è l’amministrazione. I carichi maggiori ricadono sui dipartimenti Territorio, Lavoro ed Economia, Affari istituzionali e Affari esteri. Occorre istituire le autorità di vigilanza sul mercato, di protezione dei consumatori e di tutela della concorrenza, oltre ad adeguare quelle già operative. Belluzzi riferisce che la preparazione dei principali progetti normativi della prima fase è quasi conclusa e annuncia, nelle prossime settimane, il confronto con le forze politiche sul pacchetto relativo alla statistica. Sarà uno degli interventi principali del 2027, insieme alla riforma degli appalti.
Sulle risorse interviene Mirko Dolcini (D-ML), che distingue la richiesta di maggiore preparazione dalla contrarietà all’accordo. “Siamo sempre stati per l’integrazione con l’Unione europea, ma vogliamo semplicemente che le cose siano fatte bene.”
Al governo chiede una stima complessiva: “A quanto ammonta la spesa totale del primo anno per affrontare i primi adeguamenti? Dove reperiamo le risorse economiche necessarie?” Richiama gli 800mila euro indicati nel bilancio pluriennale e domanda come si rapportino alle spese per il personale e per le strutture previste.
Belluzzi chiarisce che l’aumento stimato nell’intera amministrazione allargata è di un massimo di 42 persone, da inserire secondo le necessità. “Quello è l’incremento massimo che prevediamo, non significa che il giorno dopo la firma bandiremo concorsi per quarantadue persone.” Per contenere i costi propone inoltre di rendere più semplice la mobilità interna, spostando personale e competenze negli uffici che ne hanno maggiormente bisogno.
Il segretario difende anche la spesa per rafforzare il supporto alla politica: “Ma è un tabù parlare di maggiori costi per fare meglio e servire meglio il Paese, con più competenza e qualità?” Dolcini torna però sul punto: non contesta la necessità di investire, ma chiede da dove arriveranno i fondi, senza fare affidamento su una futura crescita del PIL.
Il consigliere ribadisce inoltre la richiesta di una consultazione popolare. “Noi non chiediamo il referendum per bloccare l’accordo: chiediamo un referendum, di iniziativa consiliare o eventualmente popolare, perché riteniamo necessaria l’espressione dei cittadini.”
Sulla preparazione dei parlamentari arriva invece un’apertura di Giuseppe Maria Morganti (Libera), che mantiene la contrarietà alla professionalizzazione del mandato. “Ritengo invece che la formazione sia un elemento assolutamente centrale sul quale intervenire.” Propone quindi un’attività stabile: “Se ci fosse la disponibilità a mettere a sistema un vero e proprio corso, quasi permanente, attraverso il quale acquisire tutte le informazioni e la preparazione necessarie per affrontare questi argomenti, sarebbe un’idea molto positiva.”
Belluzzi raccoglie la proposta e suggerisce di valutare la formazione obbligatoria anche per i consiglieri, affiancata da un servizio di studi legislativi dedicato al Parlamento, distinto da quello che assiste governo e uffici. Per i dipendenti pubblici le attività sono già programmate e avviate, con percorsi differenziati secondo le competenze. Il segretario propone anche stage a Bruxelles per il personale sammarinese e occasioni di conoscenza diretta delle istituzioni europee per i parlamentari.
Il presidente della commissione Filippo Tamagnini propone di concentrare il lavoro sulla riforma del regolamento consiliare e sullo status del consigliere, valutando anche un unico testo normativo. Per rendere più prevedibili i lavori suggerisce di distinguere le fasi del confronto da quelle delle decisioni, con sedute dedicate alla discussione e momenti riservati alle votazioni. Una scansione che dia tempi più certi al Consiglio e alle commissioni, mantenendo in Parlamento le scelte legislative.
