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Attualità

Prima di farvi le extension chiedete quanto pesa ogni ciocca: la regola di Kherapy, l’atelier di Acquaviva che pesa i capelli uno a uno e a volte dice no alle clienti

Il problema delle extension, quasi sempre, non è l’extension. È il peso. Una ciocca troppo pesante su un capello sottile tira sulla radice e dopo qualche mese la radice cede. Nei saloni della Riviera arrivano sempre più donne con i capelli spezzati da applicazioni fatte male. Ad Acquaviva c’è un atelier che ha costruito tutto il suo metodo attorno a questa domanda: quanto pesa ogni ciocca?

Si chiama Kherapy e si definisce “atelier sartoriale del capello”. Ha sede in Strada Genghe di Atto e lavora con clienti di San Marino, Rimini e Riccione. La prima sede è nata a Verona nel 2016. Prima di applicare una ciocca la mette sulla bilancia, e prima ancora guarda il capello al microscopio. A volte, dopo averlo guardato, rimanda a casa la cliente.

La fondatrice si chiama Flò. Si è diplomata giovanissima in Ucraina e ha poi studiato tricologia tra Italia e San Marino. «Ho visto troppe donne disperate per decolorazioni selvagge, piastre roventi ed extension aggressive», racconta. Da lì l’idea di un metodo per allungare e infoltire senza appesantire il capello naturale. A San Marino ci è arrivata grazie a un’amicizia di lunga data con il veronese Emanuele Tinazzi, fondatore di Pharma Titano, che le ha consigliato di aprire in Repubblica ed è diventato socio dell’atelier.

Partiamo dalla diagnosi. Serve davvero?

Serve a evitare errori che poi si pagano per mesi. Con una micro-camera vediamo lo spessore del singolo capello, la densità e lo stato della cute. Un capello sottile non può reggere lo stesso peso di uno spesso. Se lo ignori, la radice cede. A volte la diagnosi porta a dire di no: se il capello non è pronto proponiamo prima una ricostruzione, oppure aspettiamo. Preferiamo perdere un appuntamento che rovinare dei capelli.

Molte donne temono che le extension si vedano o rovinino i capelli. Hanno ragione?

Hanno ragione ad avere paura, perché succede spesso. Molte tecniche diffuse usano ciocche da un grammo o più, con attacchi larghi e piatti. Su un capello sottile si vedono e tirano. Noi lavoriamo con micro-ciocche da 0,2 a 0,6 grammi, con un punto di attacco grande la metà di un chicco di riso. Non diciamo che sono invisibili, sarebbe falso: un attacco esiste. Diciamo che si mimetizzano, anche con una coda alta.

Che tecniche usate?

Due, principalmente. La Nano-Cheratina fissa la ciocca con un piccolo punto di cheratina vera, che prepariamo noi in atelier: niente polimeri o resine, che molti chiamano cheratina ma non lo sono. Il Nano Ring usa invece un minuscolo anello, a freddo, senza calore e senza colla. Quale scegliere lo decide la consulenza.

E il capello da dove viene?

Usiamo capello RAW Single Donor: ogni set viene da una sola donatrice e non ha subito trattamenti chimici. Le cuticole, le piccole scaglie che rivestono il capello, restano intatte e orientate nello stesso verso, ed è per questo che non si annodano. Il capello industriale mescola fonti diverse: per evitare i nodi lo si tratta con acidi e lo si ricopre di silicone. Appena applicato è morbidissimo, dopo pochi lavaggi diventa paglia. Il capello vergine invece si comporta come il tuo: si taglia, si colora, si piastra. E siccome dura, a ogni manutenzione si rimonta lo stesso capello invece di ricomprarlo.

Capita che arrivino clienti con extension fatte altrove?

Spesso. E molte si sono sentite dire che dopo quattro o cinque mesi vanno buttate. Non sempre è vero: spesso a cedere è l’attacco, non il capello. Se il capello è ancora buono lo rimontiamo, anche se l’applicazione originale non è nostra. Vogliamo farne un servizio vero e proprio, una specie di “SOS extension” per salvare quello che la cliente ha già pagato.

C’è un caso che ricorda più degli altri?

Una signora arrivata dopo la chemioterapia. Entrò con una parrucca bionda, che usava per coprire i capelli che stavano ricrescendo, ancora cortissimi. Era una donna solare, ma allo specchio non si riconosceva più. Le abbiamo applicato extension bionde mosse con il Nano Ring, mimetizzandole sul suo capello corto. Per circa un anno e mezzo, a ogni seduta, abbiamo lavorato anche sul suo capello: ricostruzioni, idratazione, qualche schiaritura quando la fibra lo permetteva. Oggi ha di nuovo la sua chioma e le extension non le porta più. Per noi è questo il punto: l’extension è un ponte, non una dipendenza.

State lavorando a qualcosa di nuovo su questo fronte?

Oggi, dopo una terapia, si aspettano di solito sei o sette mesi prima di poter applicare un infoltimento. Stiamo testando micro-attacchi e micro-ciocche ancora più leggeri per intervenire già dopo due o tre mesi di ricrescita. Siamo nella fase finale delle prove sulla tenuta degli ancoraggi.

Un consiglio a chi ci sta pensando?

Prima di chiedere il prezzo, chiedete quanto pesa ogni ciocca, di che materiale è l’attacco e da dove viene il capello. Se non sanno rispondervi, avete già la risposta.

Oltre alle extension, Kherapy fa infoltimento per capelli fini e diradati, ricostruzione dei capelli danneggiati, cheratina lisciante senza formaldeide e ossigenoterapia per chi soffre di caduta. L’atelier di Acquaviva è in Strada Genghe di Atto 136, tel. e WhatsApp +39 366 845 1114.

Prima di farvi le extension chiedete quanto pesa ogni ciocca: la regola di Kherapy, l’atelier di Acquaviva che pesa i capelli uno a uno e a volte dice no alle clienti