Costi, punteggi nelle graduatorie e possibili sovrapposizioni con l’orario di servizio. Domani Motus Liberi ha depositato un’interrogazione sul percorso formativo destinato agli insegnanti precari di San Marino, chiedendo al Congresso di Stato chiarimenti sulle condizioni di partecipazione e sulle conseguenze per l’organizzazione scolastica.
“La formazione degli insegnanti è un pilastro irrinunciabile di una scuola di qualità. Essa, però, non può e non deve trasformarsi in un ulteriore peso scaricato sulle spalle dei docenti, tanto meno se a pagarne il prezzo è proprio il personale non di ruolo e, indirettamente, gli alunni più in difficoltà”, si legge nel comunicato.
Secondo le segnalazioni ricevute dal movimento, il corso coinvolgerebbe circa cento insegnanti, con un possibile costo di circa 3.000 euro per partecipante. Cifre sulle quali vengono chieste risposte puntuali e documentate, insieme a una precisazione sul carattere obbligatorio o facoltativo del percorso.
“Occorre innanzitutto chiarire se la partecipazione sia obbligatoria oppure se l’eventuale attribuzione di punteggio la renda, nei fatti, una scelta difficilmente rinunciabile per chi vuole mantenere la propria posizione in graduatoria. Siamo infatti convinti che chi sta vivendo una condizione di precarietà non possa essere considerato una risorsa sulla quale scaricare ulteriori oneri economici e organizzativi.”
Il movimento chiede inoltre di verificare eventuali sovrapposizioni con precedenti percorsi universitari e formativi, affinché siano riconosciute le competenze già acquisite. “E se chiedere ai docenti di investire nella propria preparazione è assolutamente legittimo, riteniamo al contempo doveroso assicurare che tale investimento sia sostenibile, abbia un’effettiva utilità e riconosca quanto già acquisito attraverso gli studi e l’esperienza.”
Un altro punto riguarda il calendario delle lezioni. Stando alle segnalazioni riportate nel comunicato, alcuni appuntamenti coinciderebbero con l’orario di servizio, soprattutto nei pomeriggi del lunedì e del venerdì, rendendo necessaria una riorganizzazione delle attività didattiche.
“Se confermata, questa situazione richiederebbe particolare attenzione ai potenziali effetti sulla continuità del sostegno agli alunni con disabilità e sullo svolgimento dell’educazione motoria. Per gli alunni che necessitano di un supporto costante, la continuità della presenza dell’insegnante è una condizione essenziale per partecipare pienamente alla vita scolastica: in nessun modo può essere compromessa.”
L’interrogazione punta quindi a ottenere chiarimenti sull’istituzione del corso, sulle regole che lo disciplinano e sulla destinazione delle quote pagate dagli insegnanti. “Con questa interrogazione chiediamo risposte certe, ma soprattutto massima trasparenza su chi ha istituito il corso, sul fondamento normativo, sui criteri di attribuzione del punteggio, sul costo complessivo e sui soggetti destinatari delle somme versate. Il rispetto per il lavoro dei nostri docenti passa anche da scelte organizzative che non li costringano a scegliere tra formazione e didattica.”
