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Attualità

Andruccioli (D-ML), accordo Ue: “Chi interverrà in caso di ritardi, sovrapposizioni o decisioni politiche ancora da assumere?”

Un calendario complessivo del recepimento delle norme europee, con responsabilità definite e verifiche sulle risorse della pubblica amministrazione. È quanto chiede la commissaria Carlotta Andruccioli (D-ML) nella commissione congiunta del 12 ottobre, sollevando anche il tema delle garanzie per il ruolo del Consiglio Grande e Generale. Di seguito il suo intervento integrale.

“Ho letto con attenzione gli appunti inviati qualche giorno fa. Contengono informazioni importanti sul lavoro svolto, ma, come hanno detto altri colleghi, evidenziano anche numerose attività ancora in corso: decisioni politiche da assumere, consulenze da completare e gruppi di lavoro da attivare. La prima domanda è quindi questa: esiste un cronoprogramma complessivo del recepimento dell’acquis che indichi, per ogni allegato, tutte le fasi previste, i responsabili, le scadenze legislative e le priorità? Questo lavoro è considerato una priorità da tutte le Segreterie di Stato? Vorrei anche capire quando sia stata avviata la pianificazione operativa per ciascun allegato, perché uno dei temi che solleviamo come partito da molti mesi, e che oggi è stato richiamato da diversi commissari, è il ritardo. Nel documento la scadenza di marzo 2027 ricorre per numerose materie, che però presentano livelli di avanzamento differenti. In alcuni casi si sta lavorando a proposte normative, in altri ci sono interlocuzioni tecniche o devono ancora essere assunte decisioni politiche. Penso alla sicurezza sociale e all’energia. Su quali elementi si fonda la previsione di rispettare marzo 2027, se alcuni lavori sono ancora nella fase iniziale o richiedono decisioni politiche? È stata fatta una valutazione? Il documento parla di gruppi di lavoro, authority, consulenti esterni, dipartimenti e Segreterie, ma non offre un quadro delle risorse impiegate, delle competenze disponibili e necessarie e del carico di lavoro previsto. La preparazione dell’amministrazione è un tema centrale, forse uno di quelli che mi sta più a cuore, perché vivo da vicino determinate difficoltà. Serve un lavoro che vada ben oltre i tre pomeriggi di formazione sulla storia e sui valori europei, che, come ho detto più volte, sono interessanti ma poco efficaci sul piano pratico. Il recepimento coinvolgerà la pubblica amministrazione e richiederà competenze specifiche. A che punto è la ricognizione svolta dalla Direzione Generale della Funzione Pubblica e dal governo sugli uffici? È stato verificato che dispongano del personale e delle risorse necessari per rispettare le scadenze senza compromettere l’attività ordinaria? Esiste un aggiornamento della relazione presentata diversi mesi fa sul rafforzamento degli organici, sulla formazione e sugli ulteriori incarichi? Oggi il Segretario Belluzzi ci dice che quel documento verrà aggiornato e che dalla ricognizione sono emersi uffici sui quali l’accordo non avrà un impatto particolare, quindi senza necessità di risorse aggiuntive, e altri che avranno bisogno di più risorse o di profili diversi. Ci viene detto che saranno istituite nuove funzioni e nuove authority, si è parlato dell’antitrust e della possibilità di creare una struttura amministrativa comune alle authority. Siamo ancora nella fase di riflessione, a una settimana dalla firma e a due mesi e mezzo dalla ratifica e dall’entrata in vigore, oppure siamo in una fase avanzata? Se siamo in una fase avanzata, possiamo condividere le valutazioni sul fabbisogno e sulle nuove funzioni? È questo che ci si aspetta oggi, anziché sentir parlare di ciò che faremo, di ciò che ci piacerebbe fare o di riflessioni ancora in corso sulle normative da recepire e sui cambiamenti nell’operatività dell’amministrazione. Ci sono molti temi da affrontare. Il Segretario ha citato la legge sugli appalti, un esempio che mi è caro perché opero in quel settore. Quali sono gli aggiornamenti? Ci viene detto che sarà elaborata guardando alle opportunità, permettendo alle imprese di operare nel contesto europeo e snellendo la burocrazia. Questo lo davo per scontato, perché dovrebbe essere comunque l’obiettivo. Vorrei sapere come ci si sta muovendo: esiste un gruppo di lavoro? Le varie stazioni appaltanti vengono ascoltate e coinvolte? A me non risulta, ma credo sia fondamentale confrontarsi con chi svolge questo lavoro ogni giorno. Lo vivo dal lato dell’ISS e penso che in parte ci stiamo già aprendo alla normativa europea. L’acquisto di macchinari e strumentazione sanitaria guarda all’Italia e all’Europa, non è un mercato interno. Almeno dal lato dell’ISS, per molti aspetti stiamo già recependo determinate direttive o siamo comunque proiettati all’esterno, sia nell’approccio sia nell’operatività. La legge sugli appalti resta però uno dei temi cruciali: a che punto siamo e ci sarà un reale coinvolgimento delle stazioni appaltanti? Si parla poi di servizi finanziari, capitali, aiuti di Stato, dogane e politica commerciale. Da quanto ho capito, su questi temi strategici non ci sono ancora gruppi di lavoro attivi. Perché devono ancora essere attivati? Qual è il calendario di avvio e chi ne sarà responsabile? Il consigliere Bugli ha richiamato la necessità di procedere in maniera coordinata tra le Segreterie di Stato. Chi coordinerà i vari gruppi di lavoro e chi interverrà in caso di ritardi, sovrapposizioni o decisioni politiche ancora da assumere? È previsto un organismo o una Segreteria con il potere e la responsabilità di garantire che il recepimento sia effettivamente una priorità per tutti? Vorrei capire anche il ruolo del comitato misto, che, da quanto ho compreso, svolge una funzione di filtro. Chi si occuperà concretamente del coordinamento politico del recepimento? Come hanno detto molti colleghi, nelle varie fasi è importante consultare le categorie economiche e professionali, anche perché diversi ambiti coinvolgono ordini professionali e organismi tecnici. È previsto un calendario strutturato di consultazione di tutte le categorie interessate, affinché le norme siano conformi all’acquis comunitario e applicabili nel contesto sammarinese? Mi perdonerete per le numerose domande. Oggi non c’è neppure il mio collega di partito, quindi approfitto per prendere un po’ del suo tempo, ma ritengo questo confronto importante. Un altro tema che mi sta molto a cuore è la sicurezza sociale. Leggo di un’interlocuzione tra il Dipartimento Sanità e l’ISS per il superamento della convenzione bilaterale del 1974 con l’Italia. Quali sono le principali questioni da risolvere e quali aspetti organizzativi e operativi sono già stati valutati? Ritengo inoltre fondamentale verificare costantemente l’avanzamento dei lavori. Nel cronoprogramma dovrebbe essere inserito un aggiornamento sullo stato di attuazione. È importante che il governo trasmetta periodicamente alle commissioni un prospetto che indichi cosa è già stato adottato, quali atti sono in redazione, quali richiedono ancora decisioni politiche e quali provvedimenti sono in ritardo. Ho fatto molte domande, ma le ritengo tutte centrali. Chiudo con alcune valutazioni sulla bozza di progetto di legge. Come legislatori dobbiamo porci una domanda, richiamata anche da altri: l’obiettivo è rendere il recepimento più veloce e snello, ma con quali garanzie democratiche, istituzionali, parlamentari e amministrative? Sono molto d’accordo con la collega Mularoni sulla necessità di guardare agli esempi positivi degli altri Paesi, prendendo spunto soprattutto da quelli più piccoli che hanno affrontato questo passaggio. Dobbiamo evitare di ingolfare i lavori del Parlamento, approfondire i contenuti portati a ratifica, per i quali oggi non avremmo gli strumenti necessari, e avere un’organizzazione strutturata. In linea di principio considero utile un provvedimento di programmazione annuale. Il problema è capire quale programmazione ci sia dietro e come venga valorizzato il ruolo del Consiglio Grande e Generale. Gli articoli 4, 5 e 6 mi suscitano alcuni dubbi: come garantiamo che il Consiglio mantenga un ruolo effettivo sulle scelte sostanziali, senza limitarsi a ratificare testi già definiti? Quali sono le garanzie? Anche su questo ci sono molte domande. Bene che il Segretario abbia chiarito che siamo ancora nella fase di discussione e che la proposta non è definitiva. Trovare un meccanismo di recepimento sarà fondamentale, ma su alcuni aspetti credo che dovremmo fare un passo indietro e lavorare di più sulla programmazione. Non entro nel tema del referendum, che per noi resta il passaggio precedente: la nostra opinione su questo non cambia.”

Andruccioli (D-ML), accordo Ue: “Chi interverrà in caso di ritardi, sovrapposizioni o decisioni politiche ancora da assumere?”