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Attualità

Mussoni (PDCS), accordo Ue: “Dobbiamo creare ordine soprattutto per i nostri cittadini”

Una legge che dia ordine al recepimento delle norme europee e permetta a cittadini e imprese di conoscerle. È la posizione espressa dal commissario Francesco Mussoni (PDCS) nella commissione congiunta del 12 ottobre, dedicata all’attuazione dell’accordo di associazione con l’Unione Europea. Di seguito il suo intervento integrale.

“Ringrazio i Segretari, che hanno indicato una linea di lavoro molto chiara, sia sul fronte degli Interni sia su quello degli Esteri. Dalla documentazione fornita emerge il lavoro da fare e una chiara programmazione: nello schema sono indicati gli annex, le scadenze temporali, con termini già a marzo e subito dopo la firma, e il progetto di legge. Considerando che la firma è il 19, siamo qui anche a ricordare questo momento storico e siamo già, in qualche modo, pronti a procedere con il lavoro successivo. Sul progetto di legge, il Segretario Beccari ha posto il tema come un’opzione. Io credo invece che sia assolutamente necessaria una legge che crei ordine, come hanno detto vari colleghi, e consenta al corpus normativo europeo di sedimentarsi nel nostro ordinamento. Mi pare che il progetto rispetti la nostra funzione legislativa, perché, come ha detto Morganti, non prevede atti recepiti automaticamente, al di là e a prescindere dalla funzione del Consiglio Grande e Generale. Non c’è, come hanno sottolineato i Segretari, un’alterazione della gerarchia delle fonti: le fonti restano quelle che conosciamo. Anche l’articolo 5, che secondo me va approfondito, al comma 1 prevede comunque il passaggio per la ratifica in Consiglio Grande e Generale. Su questo forse dobbiamo ragionare. Mi pare che nell’introduzione il Segretario Beccari abbia specificato che l’articolo 5 riguarda quei recepimenti tecnici che saranno probabilmente numerosi: le famose viti, le misure delle bilance. Ha senso fare un dibattito in Consiglio su questi aspetti? Lavoriamo per chiarire e comprendere meglio la portata dell’articolo, che mi sembra rispondere a quell’impostazione richiamata anche dalla consigliera Mularoni: una procedura necessaria per alcuni passaggi tecnici, senza scavalcare la competenza del Consiglio. Approfondiamo quindi l’articolo 5, ma il resto del progetto mi sembra già ben strutturato, con priorità e scadenze. Credo sia assolutamente necessario. Abbiamo bisogno di una rotta e di muoverci con ordine, ma c’è anche il tema della certezza del diritto e della sua conoscibilità da parte del cittadino. Non dimentichiamolo. Dobbiamo creare ordine soprattutto per i nostri cittadini, e intendo imprese, persone fisiche e giuridiche, cittadini e residenti, tutti. Serve una gradualità nella sedimentazione delle norme che consenta di conoscerle e che le renda, ovviamente, vincolanti per il cittadino. Direi quindi che è un buon progetto di legge. Dobbiamo lavorare con i gruppi per chiarire i dubbi e apportare eventuali correzioni legittime, ma ritengo che sia necessario. Comprendiamo la portata dell’ampio acquis comunitario, ma anche dal mio punto di vista non dobbiamo impressionarci. Siamo un Paese immerso nel diritto europeo già da diversi decenni, anche perché nell’attività legislativa tendiamo spesso a recepire concetti giuridici dei Paesi limitrofi. Sono convinto che, con ordine e approfondimento, troveremo le giuste cautele e la serenità necessaria per il recepimento. Un punto che sento particolarmente è la necessità di un meccanismo di confronto continuo tra l’amministrazione, che svolge questo lavoro quotidianamente, e il Parlamento, affinché possa recepire le norme nel nostro ordinamento con maturità, approfondimento e consapevolezza. Credo che questo sia già un buon inizio. Volevo dare questo contributo e ribadire la necessità del progetto di legge, che mi pare sia emersa anche dal dibattito fin qui svolto. Approfondiamo l’articolo 5: forse occorre semplicemente chiarirne la portata e la compatibilità con il regolamento. Mi sembra un buon lavoro per oggi. Dobbiamo procedere con maggiore consapevolezza del cronoprogramma, delle tematiche e dei progetti di legge, ma credo che l’amministrazione stia già lavorando in questo senso. Evidentemente abbiamo bisogno di essere pronti anche noi.”