Entra in caserma per denunciare uno smarrimento, porge la carta d’identità senza microchip: esce da denunciato. È successo a Carini.
In Italia c’è chi incide la propria carta d’identità e ne estrae il microchip, per non farsi tracciare. A Carini, in provincia di Palermo, un 33enne è andato dai carabinieri a fine settembre. Doveva denunciare lo smarrimento del libretto dell’auto. Gli hanno chiesto un documento: quello che ha mostrato era senza chip. Per lui vale la presunzione di innocenza.
Non è un caso isolato. A Genova sono state sequestrate decine di carte senza chip. Ad Acerra, nel Napoletano, i carabinieri ne hanno trovate tre in pochi giorni. Dal 14 agosto la Cassazione ha stabilito che il microchip è «un elemento essenziale» della carta. Toglierlo significa alterarla: è falsità materiale commessa da privato, fino a 2 anni.
Quel chip non ha GPS, né batteria, né SIM. Chi lo toglie perde i servizi online, i varchi in aeroporto, le pratiche in banca. E si ritrova il documento sequestrato: rifarlo costa 22,21 euro. Sul Titano la carta ha il microprocessore per decreto e costa 30 euro.
Videonotizia di Insider.sm: il racconto in novanta secondi di un fatto già pubblicato e verificato dalla redazione. Testo redatto con l’assistenza dell’intelligenza artificiale sull’articolo originale; voce sintetica. Responsabilità editoriale della redazione di Insider.
