7,5 milioni in contanti sarebbero entrati a Rovereta e usciti come assegni per vincite alle slot machine.
Il direttore generale della Giochi del Titano, Salvatore Caronia, si trova ai domiciliari. Gli indagati sono 7: 5 interni alla società, tra cui il suo vice, più un imprenditore e la compagna. L’inchiesta nasce dalla Procura di Ravenna, l’ipotesi è concorso in riciclaggio. Il Tribunale sammarinese ha ordinato la perquisizione della sede.
Secondo l’accusa l’imprenditore raccoglieva contanti nel Bergamasco, ritorno di bonifici per operazioni inesistenti passate da 4 società cartiere. Il denaro arrivava in auto a San Marino. L’Agenzia di Informazione Finanziaria ha tracciato operazioni per 7.493.421,67 €, a fronte di redditi dichiarati tra 5.000 e 38.000 €. Dalle intercettazioni emergerebbero lamentele per una commissione del 20%.
I Commissari della Legge hanno sequestrato i dispositivi informatici degli indagati e 10 slot machine. Schede madri e server saranno analizzati per capire se ci sia stata anche una frode informatica. La Giochi del Titano è una società pubblica, e lo Stato ne è diventato titolare unico. Vale la presunzione di innocenza.
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