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Attualità

Mezzo milione di alberi in Inghilterra contro siccità e alluvioni

Mezzo milione di alberi verrà piantato in Inghilterra nei prossimi tre anni, con l’obiettivo dichiarato di difendere il territorio dagli eventi meteorologici estremi. L’annuncio è della ministra dell’Ambiente Angela Eagle, che mercoledì ha presentato un pacchetto da 79 milioni di sterline: 53 milioni per le piantumazioni e 26 milioni per le strategie locali di ripristino della natura.

Il programma non riguarda solo gli alberi. Sindaci, enti locali, associazioni e gruppi di base riceveranno fondi e responsabilità per recuperare zone umide, sponde dei fiumi e prati, cioè quegli ambienti che rallentano naturalmente le piene e attenuano i danni della siccità.

A convincere il governo è stata l’estate appena passata. «Nelle aree dove si è lasciato fiorire la natura, il terreno ha trattenuto più acqua e le siccità sono state meno gravi», ha spiegato Eagle. «Nelle strade dove sono stati piantati alberi, l’ombra ha abbassato le temperature. E quando finalmente è arrivata la pioggia, quegli stessi alberi hanno ridotto il rischio di alluvioni».

I numeri aiutano a capire perché un albero non sia solo un ornamento urbano. In città gli alberi possono abbassare la temperatura dell’aria fino a 4 gradi, rendendo le ondate di calore più sopportabili. Un singolo albero maturo può intercettare fino a 15.000 litri d’acqua l’anno, riducendo il ruscellamento durante i temporali. Dimezzano l’inquinamento acustico, assorbono quello atmosferico e offrono habitat alla fauna anche nei centri abitati.

Dal mondo ambientalista il giudizio è positivo. Craig Bennett, alla guida dei Wildlife Trusts, ha definito il piano «molto incoraggiante» e ha ricordato che l’Inghilterra ha perso oltre il 90 per cento delle proprie zone umide nell’ultimo secolo: «Dobbiamo tornare a bagnare la Gran Bretagna. Potremmo avere decine di migliaia di nuove zone umide». Per Richard Benwell, di Wildlife and Countryside Link, investire in questo tipo di infrastruttura naturale «ha senso dal punto di vista economico ed ecologico».

Non manca però la critica sul fronte agricolo. La settimana scorsa il fondo destinato agli agricoltori disposti a interventi ambientali, aperto alle domande alle dieci del mattino, si è esaurito in sei ore: 253 milioni di sterline bruciati, e molte aziende rimaste fuori. «Dobbiamo smettere di pensarlo come un semplice bilancio agricolo», ha commentato Bennett, «e cominciare a considerarlo un bilancio per la sicurezza nazionale e la resilienza naturale».

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