Il costo della vita e la questione abitativa hanno occupato buona parte delle comunicazioni in Commissione Consiliare IV, e la replica del Segretario di Stato per il Territorio e l’Ambiente, l’Agricoltura, la Protezione Civile e i Rapporti con l’A.A.S.L.P. Matteo Ciacci è arrivata senza attenuare il quadro: «Oggi con 1.500, 1.600 o 1.700 euro al mese si fa fatica ad arrivare alla fine del mese». Da qui la necessità di soluzioni strutturali e, per gli affitti, il richiamo al tema del canone calmierato.
Il tema era stato aperto da Gaetano Troina di Domani Motus Liberi, che pur riconoscendo al Segretario gli interventi sull’edilizia sovvenzionata ha osservato che «il problema della casa non è affatto risolto». Secondo Troina l’aumento dei prezzi spinge sempre più sammarinesi a cercare immobili e mutui fuori territorio, mentre le nuove costruzioni interne raggiungono in alcuni casi valori difficilmente accessibili a famiglie e giovani: «Se non trovano casa, se non riescono a sostenere i costi della vita di oggi, è inevitabile che cerchino lavoro fuori, cerchino casa fuori e finiscano per costruire la propria famiglia fuori». Sul fronte carburanti ha proposto di valutare una maggiore differenziazione dello sconto SMAC a favore dei residenti e di chi lavora in Repubblica.
Sulla benzina è tornato anche Emanuele Santi di Rete, che con il prezzo indicato intorno a 2,25 euro al litro giudica non più sufficiente l’intervento attraverso la SMAC: «Oggi fare benzina è diventato veramente un’impresa, in tutti i sensi». Anche sulla casa Santi parla di una situazione non più sostenibile, chiedendo di verificare il peso della concentrazione degli immobili e le dinamiche che mantengono bassa l’offerta. L’opposizione, ha aggiunto, è disponibile a «sedersi a un tavolo» per cercare soluzioni condivise, e Ciacci ha accolto la disponibilità al confronto.
Più marcata la distanza sulle opere pubbliche. Matteo Casali di Repubblica Futura ha impostato l’intervento sulle «emergenze architettoniche» del Paese, che a San Marino assumono per lui il significato di caso irrisolto: dall’ex Istituto Musicale al Cinema Turismo, dalla Salita Malagola al Teatro di Dogana, dall’ex Tiro a Volo al Nido del Falco fino al Kursaal. Il problema, per Casali, è l’«assenza di una progettualità complessiva», e alla pianificazione strategica contrappone quella che definisce la «politica del fare»: «È inutile propagandare i massimi sistemi». Sulle stesse situazioni è intervenuta Miriam Farinelli, sempre di Repubblica Futura, per cui si tratta di luoghi che incidono sull’immagine del Paese: «Sono tutti elementi che sottolineano la mancanza di cura del nostro territorio». Da qui la richiesta di priorità accompagnate da «date precise entro le quali portare a termine i lavori».
Ciacci ha risposto rivendicando gli interventi avviati e programmati: «Progettare significa fare le cose, significa arrivare a realizzarle». Sul parcheggio della Baldasserona indica il 2027 come anno di conclusione; per la Salita Malagola l’obiettivo è arrivare a Pasqua 2027 con il recupero del parco e dell’area. Il progetto del Cinema Turismo è portato avanti dall’AASLP, che sta curando anche la progettazione dell’ex Istituto Musicale. Quanto a Villa Malagola, il Segretario ha ricordato che l’immobile è della Banca Agricola Commerciale e ha posto il tema delle priorità di investimento, indicando per il 2027 lo studentato nell’ex Excelsior tra le scelte principali. «Questa si chiama programmazione», ha ribadito, respingendo l’idea di cantieri aperti «a vanvera» e citando fra gli altri interventi Palazzo Begni, pattinaggio, trenino, marciapiedi, cimiteri e infrastrutture di telecomunicazione.
