È il dato più concreto emerso dall’audizione del Comitato Esecutivo dell’ISS in Commissione Consiliare IV: delle 47 tipologie di prestazione di cui l’Istituto è tenuto a pubblicare i tempi, 30 rientrano negli standard e 17 li superano. Dieci riguardano visite specialistiche, sette prestazioni diagnostiche. Per rientrare, riferisce il Direttore delle Attività Sanitarie e Socio-Sanitarie Alessandro Bertolini, sono già partite prestazioni aggiuntive in gastroenterologia, radiologia e ortopedia, con altri servizi pronti ad aderire: «Se aumentiamo gli slot disponibili, abbassiamo le liste d’attesa».
Il Segretario di Stato per la Sanità e la Sicurezza Sociale, gli Affari Sociali e le Pari Opportunità Massimo Andrea Ugolini ha inquadrato il lavoro nella costruzione di un sistema «sempre più centrato sulla persona, sui suoi bisogni e sulle sue necessità», indicando tra le priorità prevenzione, riduzione delle attese, digitalizzazione, medicina territoriale e semplificazione dell’accesso ai servizi. Sono in corso l’ammodernamento del portale ISS, lo sviluppo del Fascicolo Sanitario Elettronico e dell’app SM Salute, l’introduzione della firma elettronica e una maggiore centralizzazione delle prenotazioni attraverso il CUP.
Dalle relazioni dei vertici arrivano anche diverse date. Il 1° ottobre partono le visite pediatriche domiciliari per i pazienti fragili tra zero e quattordici anni. Il 6 ottobre viene presentato il rilancio di Salute Donna, il 23 novembre il programma di screening per il tumore del polmone. Sull’Otorinolaringoiatria, tre specialisti a tempo pieno e uno part time hanno consentito di portare l’attesa a circa quattro giorni e di interrompere la consulenza esterna con Rimini. La medicina proattiva dei medici di base, alla fine di agosto, avrebbe fatto registrare un incremento del 53% delle visite domiciliari rispetto allo storico dell’anno precedente.
Il Direttore generale Claudio Vagnini ha dedicato alla prevenzione la parte centrale della relazione, dal programma Cardio 40 allo screening del colon-retto anticipato a 45 anni, fino allo screening gratuito per l’epatite C, riconoscendo però che è l’ambito in cui si produce ancora «molto meno di quanto si dovrebbe». Tra i progetti illustrati anche «Verso le cure di prossimità», con infermieri di famiglia e comunità, assistenza domiciliare e telemedicina, e la revisione della terapia farmacologica negli anziani: secondo i dati riferiti in Commissione, medication review e deprescribing hanno prodotto nel progetto pilota una riduzione superiore al 50% dei ricoveri a trenta giorni.
Sul versante gestionale il Direttore amministrativo Manuel Canti ha indicato la riduzione del ricorso a singole delibere e la costruzione di cornici regolamentari stabili, circa 150 mila euro di risparmi già ottenuti su alcune commesse prima affidate all’esterno e un nuovo modello di valutazione dei medici che collega metà del giudizio agli obiettivi di budget e metà alla qualità della prestazione. Sulla libera professione, la prima sperimentazione organizzativa dovrebbe riguardare l’oculistica.
Le domande dei consiglieri hanno riportato il confronto sui nodi politici. Emanuele Santi di Rete ha chiesto «che fine ha fatto» il progetto del nuovo ospedale alla luce degli investimenti sulla struttura esistente, e se il passaggio dello screening mammografico da cadenza annuale a biennale abbia avuto motivazioni economiche, augurandosi che «la direzione non sia quella del taglio dei servizi». Sullo stesso punto è tornato Matteo Casali di Repubblica Futura, che ha chiesto di chiarire se si tratti di allineamento a un criterio clinico o di riduzione di uno standard più cautelativo per ragioni di spesa. Citando casi di anziani rimasti sette o otto ore in Pronto Soccorso prima di trovare una sistemazione, Casali ha invitato a «non confondere mai i progetti, le cose che sono in itinere e i desideri con la realtà dei fatti che il cittadino incontra oggi».
Gaetano Troina di Domani Motus Liberi ha chiesto se i dati dell’ISS confermino il sovraccarico del Pronto Soccorso, ha domandato di acquisire agli atti le relazioni scritte del Comitato Esecutivo e ha sollevato il tema dell’esternalizzazione delle cucine e dell’organizzazione della mensa. Il dibattito è proseguito nel pomeriggio, con le risposte dei vertici dell’Istituto.
