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Attualità

Naturalizzazione, l’esame divide: «Domande difficilissime»

Capitolo due dell’esame per la cittadinanza per naturalizzazione, e non senza polemiche. All’uscita dalla prova, molti candidati hanno puntato il dito contro domande giudicate troppo difficili, su concetti «a cui nemmeno un sammarinese saprebbe rispondere».

Qualche esempio di quello che ha messo in difficoltà i partecipanti: in che anno è stato introdotto l’articolo 3-bis nella Dichiarazione dei diritti e dei principi fondamentali, oppure quando il sindacato sulla Reggenza è passato dal Consiglio al Collegio Garante della costituzionalità delle norme. Decisamente più abbordabili, invece, le domande di storia.

«Sicuramente le domande non erano molto semplici, anzi speravamo in qualcosina di più semplice vista la prova di aprile», racconta un candidato all’uscita. «Quelle un po’ più difficili sono le domande sul Consiglio Grande e Generale e sulle istituzioni, quelle un po’ più semplici magari sono quelle sulla storia. Domande abbastanza medio-alte, comunque».

La replica della Commissione

Il presidente della Commissione Stefano Palmucci respinge però l’idea che si sia chiesto l’impossibile: «Tutto il materiale è nelle dispense consegnate ai candidati». E soprattutto invita a non leggere la prova come un esercizio nozionistico.

«È un momento identitario. Per chi vuole approcciarsi alla cittadinanza sammarinese è giusto che conosca la storia di questo Paese, che conosca le istituzioni per grandi linee», spiega Palmucci. «È un messaggio di cittadinanza, di cittadinanza partecipata e attiva».

La sessione di fine settembre è stata straordinaria, resa necessaria dal numero di iscrizioni: oltre 180. La prossima prova è in programma a novembre.

Naturalizzazione, l’esame divide: «Domande difficilissime»