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Il Papa chiude il viaggio in Francia con due avvertimenti all’Europa: guardarsi dall’illusione del riarmo e non scambiare per cristianesimo la religiosità di certa estrema destra

Papa Leone XIV ha chiuso ieri a Metz il viaggio di quattro giorni in Francia, il quinto del pontificato, con due avvertimenti all’Europa. Nella città di Robert Schuman ha detto che bisogna guardarsi «dall’illusione del riarmo».

Sul volo di ritorno ha parlato della crescita dell’estrema destra in Germania e nel resto d’Europa: la religiosità che alcuni di questi gruppi mescolano alla politica, ha detto, «non rappresenta un’autentica espressione del cristianesimo».

A Parigi e Lourdes aveva incontrato sette vittime di abusi e chiesto più cure palliative al posto della morte procurata. L’ultima giornata è stata tutta a Metz, città di frontiera a 55 chilometri dal Lussemburgo, contesa per secoli tra Francia e Germania.

Si è aperta con l’incontro interreligioso nel centro congressi intitolato a Schuman, dove il Papa ha pronunciato la frase più netta del viaggio: invocare il nome di Dio per legittimare violenza e oppressione, ha detto, «costituisce una profanazione di questo nome».

Poi, dopo le note dell’Inno alla gioia e davanti al presidente Emmanuel Macron, l’incontro sulle radici dell’Europa. Leone XIV ha citato Schuman e De Gasperi e ha ricordato che dell’Europa non si può parlare senza il cristianesimo. Ha indicato nel diritto internazionale e nel multilateralismo la miglior difesa contro chi vuole dominare. Ha denunciato l’«inutile strage» delle guerre di oggi, con la formula con cui Benedetto XV condannò la Prima guerra mondiale, e ha ricordato che favorire la pace è un’opera attiva.

Nel pomeriggio c’è stata la messa nella cattedrale gotica di Santo Stefano, dove ha detto che il futuro dell’Europa sta nell’armonia delle differenze, non nell’uniformità. Prima del decollo, in aeroporto, un colloquio privato con Macron di circa mezz’ora, fuori programma, ha fatto slittare la partenza.

In volo, la conferenza stampa di rito. Sull’estrema destra il Papa ha precisato che il giudizio non è solo suo ma anche dei vertici delle Chiese cattolica e protestante in Germania, e ha chiesto di «tornare ai valori del Vangelo». Il riferimento principale era l’AfD, e non è un’uscita isolata. I vescovi tedeschi avevano dichiarato già nel febbraio 2024 che il nazionalismo populista è incompatibile con il cristianesimo.

A inizio settembre, dopo l’affermazione dell’AfD alle regionali, il loro presidente Heiner Wilmer ha ripetuto che per l’ideologia etno-nazionalista nella Chiesa non c’è posto.

Nella stessa conferenza stampa ha chiesto a Russia e Ucraina di tornare al dialogo e ha criticato la corsa a spendere sempre di più in armamenti. Ha anche detto che le preoccupazioni degli esperti sull’intelligenza artificiale vanno prese sul serio. Sui prossimi viaggi: è stato invitato in Germania e vorrebbe andarci, ma per il 2027 l’unico appuntamento fissato è la Giornata mondiale della gioventù in Corea del Sud, ad agosto.

Per San Marino il viaggio ha un filo in più. Il 22 agosto Leone XIV era sul Titano, terzo Papa a visitare la Repubblica dopo Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, e davanti alle autorità aveva parlato proprio di Europa.

L’impegno sammarinese per il bene comune, aveva detto, diventa ancora più prezioso ora che l’Accordo di associazione si avvia a diventare operativo, e l’Unione «potrà trarre grande giovamento dal vostro contributo».

Ieri, nella città di Schuman, ha spiegato quale Europa ha in mente: tenuta insieme dal diritto e non dalla forza, unita nelle differenze e non nell’uniformità. Chi lo aveva ascoltato a Palazzo Pubblico, ieri ha sentito il seguito.