Il Congresso di Stato replica al Collegio dei Docenti della Scuola Media: l’autonomia didattica non può servire a disapplicare un Accordo Quadro, e la sede del confronto è il Tavolo nazionale dello sport.
La vicenda della mancata partecipazione delle classi seconde e terze della Scuola Media a SportInFiera arriva al livello più alto. Dopo la presa di posizione delle 22 federazioni e la difesa della propria autonomia da parte del Collegio dei Docenti, a intervenire è ora il Congresso di Stato.
Il passaggio centrale è netto: «I patti sottoscritti vincolano le parti».
Perché, spiega il Governo, esiste un Accordo Quadro formalmente definito insieme alla dirigenza e ai rappresentanti del corpo docente. E invocare l’autonomia didattica per giustificare scelte unilaterali, in quel contesto, «appare improprio».
«L’autonomia scolastica nasce per arricchire l’offerta formativa, diversificare la didattica e ampliare le opportunità dedicate ai ragazzi», si legge nel comunicato. «Tale principio non può trasformarsi nel presupposto per disapplicare un’intesa istituzionale valida, strutturata e condivisa».
C’è poi la questione del metodo. Il luogo per gestire divergenze e criticità organizzative, ricorda il Congresso di Stato, è già individuato dall’Accordo Quadro: è il Tavolo nazionale dello sport. È lì che vanno valutati eventuali adeguamenti delle attività, «e non attraverso sfilamenti individuali o delibere solitarie». Superare quella sede, avverte il Governo, indebolisce la collaborazione tra scuola e sport.
Il punto più concreto riguarda però l’età dei ragazzi esclusi.
I tredici e i quattordici anni, che corrispondono appunto alle classi seconde e terze, sono la fascia in cui le statistiche registrano con maggiore frequenza il rischio di abbandono della pratica sportiva. Tenere proprio questi studenti fuori da una rassegna che fa conoscere decine di discipline significa, per il Congresso di Stato, eliminare uno spazio di orientamento, inclusione e socializzazione. L’attività fisica, aggiunge, è un elemento portante della salute psicofisica, «non un riempitivo opzionale del calendario scolastico».
La porta però resta aperta. Attraverso le Segreterie di Stato competenti, in primo luogo l’Istruzione affiancata dallo Sport per gli aspetti extrascolastici e motori, il Congresso di Stato ribadisce la disponibilità a proseguire un confronto schietto con docenti e dirigenti.
«Onorare gli impegni assunti significa tutelare la credibilità delle istituzioni», è la chiusa, «e offrire alla comunità un modello educativo fondato sulla cooperazione e sul rispetto delle regole».
