In tarda mattinata, al V Congresso USL, Francesca Busignani ha riportato la sala nelle piazze di un anno fa: le immagini degli scioperi generali contro la riforma IGR e poche parole per spiegarle, lo sciopero come «extrema ratio» e la forza di tre sindacati uniti.
Attorno a quel momento, gli altri sindacati e le associazioni datoriali hanno risposto all’invito al dialogo lanciato da Busignani nella relazione di mercoledì.
Le piazze di un anno fa.
Dopo gli interventi di sindacati e consumatori, sul maxischermo sono tornate le immagini degli scioperi generali dell’autunno 2025. Busignani ha spiegato perché: lo sciopero resta l’«extrema ratio», quella a cui si arriva «quando non c’è più margine di trattativa, quando la controparte non ascolta».
Quella volta, ha ricordato, in piazza scesero circa diecimila persone il primo giorno e ottomila il secondo. I tre sindacati uniti, «grazie alle persone che rappresentano», riuscirono a ribaltare una legge «già bella che impacchettata» e a fermare «questo modo di fare da Marchese del Grillo».
La riforma fu poi approvata a novembre, con gli emendamenti concordati con i sindacati. A un dettaglio Busignani ha tenuto in modo particolare: nel video doveva vedersi anche l’immagine dei sindacati insieme sul palco, «perché secondo me nella difficoltà del momento è stato un bel momento».
Prima, un chiarimento.
Ad aprire la seconda parte della mattinata era stato il segretario generale della CSdL Enzo Merlini. Ha proposto a USL una nuova battaglia comune contro il caro casa: chiedere insieme l’abrogazione della legge sulle residenze atipiche, che secondo la CSdL ha contribuito a far salire affitti e prezzi delle case.
È un tema che USL aveva già portato in una delle giornate preparatorie del congresso. Nel suo intervento Merlini ha chiesto anche che i suoi potessero ascoltare gli interventi dei delegati, perché gli era stato riferito che nel pomeriggio non ci sarebbe stato modo di farlo.
Busignani ha chiarito in poche parole. Il congresso resta aperto anche oggi pomeriggio, venerdì sarà riservato ai delegati solo per adempimenti e votazioni, e anche ai congressi di federazione gli interventi dei delegati si sono svolti davanti a tutte le sigle.
L’informazione, insomma, era arrivata a metà. Merlini ne ha preso atto ed è andato avanti.
Per la CDLS è intervenuto il segretario generale aggiunto Paride Neri, al posto di Milena Frulli. Ha definito il pluralismo sindacale «una ricchezza» e ha ricordato la mobilitazione condivisa da CSU e USL sulle riforme. L’ADOC, l’associazione dei consumatori affiliata alla UIL, ha voluto rinsaldare il legame con l’Unione Consumatori Sammarinesi, nato con il protocollo firmato nel 2023.
La mano tesa, raccolta.
Mercoledì sera Busignani aveva detto alle imprese che la contrapposizione permanente è superata. Stamattina è arrivata la risposta.
L’ANIS ha osservato che di solito le associazioni datoriali vengono invitate ad ascoltare le tesi sindacali, non a intervenire, e ci ha letto «un passaggio culturale volto a ridurre la contrapposizione».
L’OSLA ha definito «storicamente buoni» i rapporti con USL. Ha anche rilanciato la collettivizzazione dei costi della maternità, proposta insieme all’UNAS e a suo tempo condivisa da tutti e tre i sindacati, e ha ringraziato Mattia Ceccoli per un intervento «veramente spettacolare anche per noi».
Per l’UNAS, imprese e lavoratori «non sono necessariamente parte di un conflitto permanente».
Il volto delle piccole imprese.
La presidente dell’USC Marina Urbinati ha reso omaggio ai diciotto anni di una realtà che, «pur giovane nella storia delle relazioni sociali sammarinesi, ha saputo ritagliarsi un ruolo riconosciuto». Poi ha dato un volto a chi rappresenta: la bottega di Borgo dove lavorano madre e figlia, l’officina di Domagnano con dipendenti da vent’anni, il negozio di Serravalle che per la prima volta assume a tempo indeterminato. «Se vogliamo un lavoro dignitoso dobbiamo avere un’impresa dignitosa», ha detto. Il titolo del congresso, «da una parte sola, dalla parte delle persone», le sta «particolarmente a cuore», perché tra imprese e sindacati «stiamo tutti dalla stessa parte».
Prima della pausa pranzo, un messaggio dell’USOT ha ricordato il recente rinnovo del contratto di alberghi, ristoranti e bar e la fatica, per il turismo, di trovare personale.
Nel pomeriggio, dalle 14.45, la parola passa ai delegati.
A porte aperte, come ha ricordato Busignani.

