Stamattina al V Congresso USL, tra i messaggi del sindacato europeo e mondiale e i saluti di OIL, UIL e Unia, a fermare la sala è stato uno di casa. Mattia Ceccoli ha raccontato la sua battaglia per tornare in servizio dopo l’incidente che gli è costato una gamba, una battaglia in cui USL, ha detto, è stata «determinante». Poi il fuori programma di Francesca Busignani.
Una mattinata di riconoscimenti.
In video, la segretaria generale della CES Esther Lynch ha descritto un sindacato cresciuto costantemente dal 2008 e capace di conquiste concrete. Il segretario confederale della CES Giulio Romani ha rinunciato alla manifestazione di Bruxelles per essere a Dogana. Il segretario organizzativo della UIL Emanuele Ronzoni ha parlato di «passi da giganti».
Renzo Ambrosetti, già co-presidente del sindacato svizzero Unia, ha attribuito al lavoro concreto il fatto che USL sia oggi «in seconda posizione tra i sindacati di San Marino». Carmelo Barbagallo, già segretario generale della UIL, ha chiuso la prima parte con una precisazione: «Tutto il successo che avete avuto è tutto vostro».
La battaglia è tornare al lavoro, anche con un’altra mansione, perché il poliziotto, dice Ceccoli, non si fa «solo con le mani, con le gambe», ma «soprattutto con il cuore».
Oggi le norme non glielo consentono. Il suo, spiega, è il primo caso nella storia di San Marino di un infortunio in servizio con un’invalidità di questo tipo tra le forze dell’ordine: un «caso pilota» che obbliga a cambiare le regole, «sperando che non ci sia più un dopo per qualcun altro».
USL, che ha ringraziato anche per una vicinanza «soprattutto umana», è stata «determinante» e lo sarà ancora. Il resto lo ha affidato a una frase: «Mi ricordo quando mi sono svegliato dal coma, non ho guardato quello che mi mancava, ma guardavo quello che avevo».
Poi la sala.
Dopo un ringraziamento per le note blues di Fabrizio Pregnolato che accompagnerà il congresso, Francesca Busignani si è concessa un fuori programma.
Conosce Ceccoli da quando era ragazzino e lo aveva già ascoltato lunedì al congresso della Federazione Pubblico Impiego. «È un’emozione che parte da dentro», ha detto, davanti a un ragazzo che trasmette «una forza di volontà incredibile, un senso del dovere impressionante».
Tutti, ha aggiunto, prima o poi chiudiamo la porta di casa e davanti allo specchio a volte ci scopriamo più schiacciati di quanto pensassimo. Sentirlo parlare così, «a questa famiglia che è la tua famiglia», aiuta a trasformare anche qualcosa di «veramente terrificante» in «una spinta per poter creare del buono».
E ha chiuso così: «Sei una gran bella persona».
Dopo la pausa, la mattinata prosegue con gli interventi degli altri sindacati e delle associazioni datoriali, cioè gli interlocutori a cui Busignani si era rivolta mercoledì sera. Dalle 14.45 la parola passa ai delegati.

