Soddisfazione per le nuove tutele introdotte, ma anche il rammarico per un intervento che, secondo la CSdL, sarebbe potuto arrivare quattro anni fa. La Confederazione Sammarinese del Lavoro interviene dopo l’approvazione in Consiglio Grande e Generale della nuova legge a sostegno della famiglia, che modifica la normativa del 2022.
“Alla stesura finale del progetto di legge ha contribuito in maniera significativa la CSdL, unitamente alle altre organizzazioni sindacali che, nelle varie fasi dell’ampio confronto con la Segreteria di Stato per la Giustizia, la Previdenza e la Famiglia e con le forze politiche, hanno avanzato richieste, diverse delle quali sono state accolte, finalizzate a migliorare ulteriormente il testo”, si legge nel comunicato.
La CSdL rivendica in particolare una serie di interventi entrati nella nuova normativa. Tra questi il divieto di licenziamento anche con contratti a tempo determinato per le donne in gravidanza, il raddoppio del congedo di paternità, le nuove tutele economiche per la maternità, l’aumento delle indennità dei congedi parentali e la possibilità di chiedere il part-time fino ai quattro anni del bambino.
Il sindacato sottolinea inoltre l’introduzione del caregiver familiare, l’incremento degli assegni familiari, le agevolazioni pensionistiche per le madri e l’estensione dei congedi retribuiti per assistere familiari non autosufficienti residenti fuori San Marino.
Su quest’ultimo punto rimane però una questione aperta: “Resta l’amarezza per l’esclusione dei lavoratori frontalieri che non abbiano altri congiunti che possano beneficiarne in Italia”, sottolinea la CSdL.
La Confederazione torna poi sui tempi con cui si è arrivati alla riforma. “Nel ribadire la soddisfazione per l’approvazione di questa legge, esprimiamo tuttavia un rammarico per tutte le persone che non ne hanno potuto beneficiare nei 4 anni trascorsi dalla precedente legge sulla famiglia del 2022”.
La CSdL contesta anche la motivazione economica che, secondo il sindacato, aveva impedito di introdurre prima alcune delle misure. “La motivazione addotta, ovvero la presunta carenza di disponibilità finanziarie, era del tutto infondata”, sostiene la Confederazione, aggiungendo che “gli specifici fondi che verranno utilizzati sono aumentati di decine di milioni fino ad arrivare a 43,2 milioni a fine 2025”.
