Trasformare il primato della longevità di San Marino in un’occasione per costruire nuove politiche di prevenzione e migliorare la qualità della vita. È la proposta avanzata da Gemma Cesarini di Libera, che parte dai dati sull’aspettativa di vita per chiedere un cambio di prospettiva nelle politiche sanitarie.
“San Marino si colloca ai vertici mondiali per aspettativa di vita. Secondo le stime disponibili, nel 2024 il Paese raggiunge circa 85,1 anni di aspettativa di vita alla nascita, mentre l’aspettativa di vita in buona salute è stimata in circa 72,2 anni, secondo i dati dello studio Global Burden of Disease”, sottolinea Cesarini.
Numeri che, secondo l’esponente di Libera, pongono però una questione precisa: non basta vivere più a lungo, bisogna cercare di vivere meglio. “La vera sfida, oggi, non è soltanto vivere più a lungo, ma fare in modo che gli anni di vita siano accompagnati da salute, autonomia, benessere psicofisico e qualità della vita”.
Da qui l’idea di fare di San Marino un Paese all’avanguardia sul fronte della prevenzione. Cesarini mette al centro alimentazione equilibrata, attività fisica, qualità del sonno, gestione dello stress e benessere emotivo, con interventi che dovrebbero accompagnare le persone durante tutte le fasi della vita.
La prevenzione, sostiene, deve partire già da bambini e adolescenti attraverso educazione sanitaria, movimento e corretta alimentazione, insieme al sostegno alle famiglie. L’obiettivo è intervenire prima che i problemi si presentino, riducendo i fattori di rischio sui quali è possibile agire e contrastando le patologie croniche.
“Investire nella prevenzione significa tutelare il benessere delle future generazioni, ma anche contribuire alla sostenibilità del sistema sanitario e delle finanze pubbliche”, afferma Cesarini, secondo la quale una prevenzione “adeguatamente progettata e valutata” può diventare un investimento per lo Stato.
Le piccole dimensioni di San Marino, in questa prospettiva, potrebbero trasformarsi in un vantaggio. Il Titano potrebbe diventare una sorta di laboratorio nel quale sperimentare programmi di prevenzione, controllarne i risultati e modificarli sulla base di indicatori concreti.
“L’obiettivo è sviluppare una cultura della salute capace di anticipare i problemi, coinvolgendo istituzioni, professionisti, scuole, famiglie e realtà sportive”, spiega Cesarini.
Un ruolo particolare viene assegnato allo sport, non considerato soltanto come attività fisica. “L’attività sportiva non è soltanto esercizio fisico, ma anche disciplina, relazione, concentrazione e sviluppo personale”. In questo campo, secondo Cesarini, anche neuroscienze e tecniche di regolazione dello stress potrebbero offrire nuovi spunti, purché utilizzate con “un approccio rigoroso e basato sulle evidenze”.
Parte di questo percorso, ricorda l’esponente di Libera, è già presente nel Piano sanitario e socio-sanitario dell’ISS, considerato “un punto di partenza importante sul quale continuare a costruire”.
La proposta è quindi quella di rafforzare concretamente prevenzione, nutrizione, sport, benessere psicologico e gestione dello stress, attraverso programmi con obiettivi misurabili e una verifica costante dei risultati.
“Trasformare la longevità in qualità della vita significa lavorare per la salute di domani, tutelare i nostri figli e investire nello sviluppo delle persone”, conclude Cesarini. “San Marino ha l’opportunità di essere non soltanto tra i Paesi dove si vive più a lungo, ma anche un Paese nel quale si lavora concretamente per vivere meglio”.
