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PSD, rotta sull’Europa: “Serve a rimettere in moto San Marino”

A due anni dall’avvio della legislatura, il Partito dei Socialisti e dei Democratici traccia un primo bilancio dell’esperienza di governo e indica nell’Accordo di associazione con l’Unione Europea il passaggio centrale della seconda parte del mandato. La Direzione del PSD, riunita mercoledì sera, conferma la scelta compiuta all’inizio della legislatura e rivendica il proprio ruolo all’interno della maggioranza. “Dentro questa esperienza il PSD ha portato le proprie idee, la propria sensibilità e anche la propria voce critica. È un ruolo che il partito intende continuare ad esercitare. Con lealtà verso la maggioranza, ma anche con la responsabilità di rappresentare preoccupazioni e richieste che arrivano dalla società sammarinese”, si legge nel comunicato.

2026.09.10 PSD_ due anni di legislatura. L’Europa per rimettere in moto San Marino.docx.pdf

Nel bilancio dei primi due anni il PSD mette in fila alcuni dei provvedimenti approvati o avviati: dalla riforma della cittadinanza al progetto di legge sul fine vita, passando per la protezione degli animali, il riconoscimento del caregiver, la sperimentazione dell’ICEE e il rinnovo del contratto del pubblico impiego. Sul fronte dei diritti, il partito indica inoltre tra le questioni da affrontare quella della genitorialità nelle coppie omoaffettive. “Sono risultati del Governo e della maggioranza ai quali il PSD ha dato il proprio contributo e sui quali intende continuare a lavorare”, sottolinea la Direzione. 

Lo sguardo si sposta però soprattutto sui prossimi due anni. “Ma il punto centrale dei prossimi due anni sarà inevitabilmente l’Europa”, afferma il PSD, ricordando che San Marino sta percorrendo “l’ultimo tratto verso l’Accordo di associazione”, giudicato più lungo e complesso del previsto. Per il partito, “l’Europa può diventare il grande propulsore della modernizzazione di San Marino”, contribuendo ad aggiornare regole e istituzioni, aprire nuovi mercati, attrarre investimenti e competenze e aumentare la competitività dell’economia. Per questo, aggiunge il comunicato, “la firma non può essere considerata il punto di arrivo. Sarà, semmai, l’inizio del lavoro più importante”. 

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Tra i dossier indicati dal PSD c’è quello della riforma delle imposte indirette, con l’introduzione di un sistema IVA calibrato sulle caratteristiche della Repubblica e il progressivo superamento del T2. Una riforma che, secondo il partito, servirebbe in particolare al manifatturiero, settore che produce circa il 40% del Pil. “Un impegno contenuto nel programma di Governo e così importante per l’economia sammarinese non può essere semplicemente dichiarato non praticabile in questa legislatura. La discussione va riaperta e la scelta deve essere collegiale”, sostiene il PSD. 

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Altro capitolo è quello bancario e finanziario. La Direzione chiede di rafforzare il lavoro sul clarifying addendum nei rapporti con Banca d’Italia, affrontare il nodo della patrimonializzazione e favorire l’apertura verso “operatori solidi, capitali trasparenti e grandi gruppi inseriti nei circuiti finanziari europei e occidentali”. Un richiamo viene rivolto anche alla Banca Centrale, dalla quale, secondo il PSD, è possibile attendersi risultati più visibili. “L’autonomia resta un presidio da difendere. Ma autonomia non significa impermeabilità e non può diventare autoreferenzialità”, si legge nella nota, che conferma inoltre il sostegno all’interrogazione del gruppo consiliare sulle retribuzioni e sugli equilibri interni dell’istituzione. 

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Il PSD torna poi a chiedere l’attuazione dell’Agenda per la crescita, sulla quale il Consiglio Grande e Generale aveva impegnato il Governo. L’obiettivo, spiega il partito, è creare una sede nella quale mettere a confronto progetti e investimenti e definire una strategia complessiva. “Lo sviluppo di un Paese non può essere la somma di occasioni”, afferma la Direzione, che avverte anche sulla necessità di non tornare a modelli già sperimentati in passato: “Servono investimenti, anche importanti. Servono capitali e nuove idee. Ma la politica deve tornare a scegliere, indirizzare e fissare le condizioni: qualità, trasparenza, solidità, occupazione e una ricaduta vera sul Paese”. 

Sul fronte della sanità, viene confermata la proposta di un tavolo nazionale sul futuro dell’ISS. Per il PSD, prima di affrontare nuovi investimenti strutturali occorre definire quale modello sanitario costruire nei prossimi decenni, dal ruolo dell’ospedale ai rapporti con l’Italia fino ai servizi e alle professionalità da mantenere o attrarre. La sintesi contenuta nel comunicato è netta: “Prima il modello. Poi i muri”. 

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La Direzione valuta positivamente anche il percorso interno del partito, citando il rapporto con il Partito Democratico italiano, l’ingresso del PSD come membro del Partito Socialista Europeo e la crescita di GENSM. I lavori si sono infine chiusi con la soddisfazione per la candidatura di Gerardo Giovagnoli alla Reggenza e con un auspicio: che proprio durante il suo semestre possa arrivare la firma dell’Accordo di associazione. “Il risultato di questa legislatura non si misurerà soltanto sulla firma dell’Accordo, ma sulla capacità di utilizzare l’Europa per rimettere in moto San Marino”, conclude il PSD.