Per una realtà di confine come San Marino, dove ogni giorno migliaia di persone si spostano verso l’Italia per lavoro, studio, cure o tempo libero, il tema della mobilità assume un peso particolare. Per le persone con disabilità, però, attraversare pochi chilometri può ancora significare fare i conti con ostacoli nei trasporti e con agevolazioni che non sempre vengono riconosciute una volta usciti dalla Repubblica. A sollevare la questione è l’associazione Attiva-Mente, che chiede alle istituzioni di approfondire il tema attraverso il dialogo con l’Italia e, in prospettiva, con l’Unione europea.
Il primo nodo riguarda proprio gli spostamenti. “Sul territorio sammarinese sono stati compiuti negli anni importanti progressi sul fronte dell’accessibilità dei trasporti” – si legge nel comunicato -. Per quanto riguarda i collegamenti su gomma da e per la Repubblica, tuttavia, secondo l’associazione la situazione non può ancora essere considerata pienamente soddisfacente. L’esempio indicato è quello della linea pubblica Rimini-San Marino, principale collegamento attraverso il confine di Dogana. “Gli operatori che svolgono il servizio prevedono la disponibilità di pedana sollevatrice e sistema di aggancio della carrozzina, ma su richiesta e con prenotazione telefonica almeno 24 ore prima”.
Una possibilità che Attiva-Mente giudica positivamente, ma sulla quale pone un problema di autonomia. “È una possibilità importante e positiva, che va riconosciuta. Tuttavia, la libertà di movimento significa anche poter decidere di partire, cambiare programma o semplicemente prendere un autobus senza essere costretti a organizzare ogni spostamento il giorno precedente”. Il problema, inoltre, non riguarda soltanto Dogana e il collegamento con Rimini. La Repubblica confina con diversi Comuni italiani e, attraverso gli altri valichi, le possibilità di utilizzare un trasporto pubblico accessibile risultano più limitate. Una questione che interessa sia i sammarinesi diretti in Italia sia le persone con disabilità che vogliono raggiungere il Titano dall’esterno.
L’associazione riconosce comunque la complessità della materia. “Sappiamo bene, però, che San Marino non può intervenire unilateralmente: un collegamento transfrontaliero coinvolge territori, amministrazioni, gestori e competenze differenti”. Da qui la richiesta di affrontare la questione attraverso accordi e forme di cooperazione con le realtà italiane confinanti.
C’è poi un secondo fronte, quello delle agevolazioni riconosciute alle persone con disabilità una volta oltrepassato il confine. Attiva-Mente ricorda l’esperienza sammarinese della tessera PiùPerTe, introdotta per consentire a persone con bisogni speciali, residenti o in visita, di usufruire di facilitazioni sulla funivia e sul trasporto pubblico interno e di agevolazioni per musei, cinema, teatro e strutture sportive. “Un’iniziativa significativa di come il riconoscimento della disabilità potesse tradursi concretamente in maggiore accesso alla mobilità, alla cultura e alla partecipazione. Lo stesso regolamento della tessera prevedeva, peraltro, la possibilità di riconoscimento in altri territori sulla base del principio di reciprocità. Questa tessera, nel tempo non è stata più valorizzata”.
Il problema emerge soprattutto quando un cittadino sammarinese si sposta in Italia. L’associazione porta l’esempio del trasporto ferroviario e della Carta Blu di Trenitalia, che per le persone aventi diritto permette all’accompagnatore di viaggiare gratuitamente. “Una persona con disabilità sammarinese, indipendentemente dalla tipologia di disabilità, può utilizzare gli stessi treni, percorrere gli stessi chilometri e avere le stesse necessità di assistenza di una persona con disabilità italiana, ma non necessariamente può accedere alle medesime agevolazioni”.
Lo sguardo viene quindi rivolto anche al percorso di associazione di San Marino all’Unione europea e alla futura European Disability Card. Attiva-Mente ritiene “fortemente auspicabile, in futuro, esplorare forme di collegamento o convenzionamento con la European Disability Card”, strumento europeo pensato per favorire il riconoscimento della condizione di disabilità oltre i confini nazionali e l’accesso alle agevolazioni previste nei diversi Paesi.
“Il punto centrale di queste nostre considerazioni non è chiedere privilegi. È domandarsi se sia possibile fare in modo che essere una persona con disabilità sammarinese non comporti, appena oltrepassato il confine, maggiori difficoltà nel muoversi e minori opportunità rispetto a un’altra persona con disabilità italiana o di un altro Paese europeo” – sottolinea Attiva-Mente -. Accessibilità dei mezzi e riconoscimento delle agevolazioni, dunque, vengono indicati come due aspetti distinti ma strettamente collegati, con effetti concreti sulla possibilità di lavorare, studiare, curarsi, viaggiare e partecipare alla vita sociale.
Da qui l’appello conclusivo alle istituzioni sammarinesi. “Riteniamo, senza pretendere soluzioni immediate, che questo tema meriti un approfondimento da parte delle Istituzioni, attraverso il dialogo, la cooperazione e gli accordi, affinché attraversare pochi chilometri non significhi perdere accessibilità, opportunità o diritti”. Il comunicato si chiude con una frase che sintetizza la posizione dell’associazione: “Un confine dovrebbe separare due Stati, non una persona dalle possibilità di muoversi e partecipare”.
