Gli incarichi ancora ricoperti da Giacomo Simoncini dopo la condanna definitiva per “atti indecenti” finiscono nuovamente al centro dell’intervento di Unione Donne Sammarinesi. L’associazione torna sul caso dell’ex Capitano Reggente e solleva in particolare la questione della sua presenza nel Consiglio Federale della Federazione Sammarinese Giuoco Calcio, ponendo un problema che definisce di “credibilità”.
Il nuovo intervento arriva dopo la notizia, richiamata dalla stessa UDS, secondo cui l’Authority per le Pari Opportunità e l’Eccellentissima Camera starebbero raggiungendo un accordo con Simoncini per il risarcimento dovuto in seguito alla vicenda giudiziaria.
L’associazione ricostruisce quindi quanto avvenuto a Palazzo Pubblico il 1° marzo 2022, ricordando che il procedimento penale si è concluso, dopo tre gradi di giudizio, con la condanna definitiva di Simoncini per “atti indecenti” e con l’obbligo di risarcimento nei confronti della vittima, dell’Eccellentissima Camera e dell’Authority Pari Opportunità.
UDS richiama inoltre il successivo Sindacato della Reggenza e la sentenza pronunciata dal Collegio Garante il 27 novembre. A Simoncini, ricorda l’associazione, sono state comminate la “inabilitazione, in avvenire alla carica di Capitano Reggente e la sua esclusione dal Consiglio Grande e Generale e dal numero dei Consiglieri”.
È proprio da questo quadro che parte la contestazione dell’associazione. Secondo UDS, dopo la pubblicazione della decisione sarebbe mancata una vera presa di posizione pubblica, soprattutto da parte della politica. “Nessun altro commento si è sentito nel paese nei mesi successivi, perlomeno a livello pubblico: assordante in particolare il silenzio della politica”, sostiene l’associazione.
L’attenzione viene quindi spostata sulla Federazione Sammarinese Giuoco Calcio. Simoncini, sottolinea UDS, è stato eletto nel gennaio 2025 nel Consiglio Federale e continuerebbe tuttora a ricoprire quell’incarico.
L’associazione precisa che le disposizioni inserite nello statuto federale in seguito alla legge del 23 settembre 2025 sul contrasto alla violenza di genere e agli abusi sui minori in ambito sportivo riguarderebbero fattispecie limitate e non sarebbero quindi direttamente richiamabili nel caso in questione. La critica di UDS si sposta però dal piano strettamente normativo a quello dell’opportunità.
“Al di là delle norme, viene spontaneo chiedersi come possa una Federazione con tale visibilità e importanza per il paese continuare a tenere nel proprio organo direttivo chi ha dimostrato un simile sfregio del rispetto delle donne e, visto il ruolo che all’epoca ricopriva e il luogo in cui fatti sono avvenuti, delle istituzioni sammarinesi al loro apice”, afferma Unione Donne Sammarinesi.
UDS richiama anche le iniziative portate avanti dalla stessa Federazione sul fronte della prevenzione della violenza di genere, tra cui la campagna “Quasi invisibile”, e i progetti realizzati con le scuole. Da qui la domanda posta dall’associazione: “Come può pensare la FSGC, che qualche mese fa ha anche sostenuto la campagna ‘Quasi invisibile’ per la prevenzione della violenza di genere e che da anni ha in atto anche tanti progetti con le nostre scuole, di essere credibile dando prestigio e visibilità all’ex Capitano Reggente che commise atti indecenti durante il suo mandato, nella sede istituzionale e ai danni di una persona a lui sottoposta gerarchicamente?”.
Nel comunicato viene sollevato anche un secondo punto. “A quanto ci è dato sapere, Giacomo Simoncini pare sia anche membro della Compagnia Uniformata delle Milizie”, scrive UDS, che chiede quindi attenzione anche rispetto a questo eventuale incarico. Su questo aspetto la stessa associazione utilizza una formulazione dubitativa.
La conclusione allarga nuovamente il discorso alla lotta contro la violenza di genere. Per UDS non sono sufficienti interventi legislativi, istituzionali o il lavoro degli specialisti se non vengono accompagnati da un cambiamento culturale più generale.
“Lo ribadiamo per l’ennesima volta: la lotta alla violenza di genere passa certamente attraverso il miglioramento normativo, il sostegno delle istituzioni, l’impegno degli esperti e delle associazioni, ma serve una presa di coscienza collettiva che porti la società tutta a smettere di minimizzare e chiudere gli occhi davanti a fatti gravi che non possono cadere nel dimenticatoio”, conclude Unione Donne Sammarinesi.
