Nuovo tentativo diplomatico sulla guerra in Ucraina. Vladimir Putin ha incontrato a Mosca gli emissari statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, arrivati nella capitale russa per colloqui dedicati alle possibili strade per mettere fine a oltre quattro anni di conflitto.
In concomitanza con la missione americana, Putin ha disposto una sospensione di tre giorni degli attacchi contro Kiev, limitata però alla capitale e non estesa al resto del territorio ucraino. Secondo il Cremlino, la decisione è direttamente collegata agli incontri della delegazione statunitense e alla prospettiva di successivi contatti a Kiev.
Una scelta alla quale ha risposto Volodymyr Zelensky, annunciando la disponibilità dell’Ucraina a fermare temporaneamente gli attacchi contro Mosca e chiedendo alla Russia di rispettare la stessa condizione nei confronti di Kiev. Si tratta quindi di una tregua circoscritta alle due capitali, mentre le operazioni militari nel resto del Paese non risultano comprese nell’intesa.
Il segnale di distensione arriva tuttavia dopo nuove tensioni. Poco prima della tregua missili russi hanno colpito due aeroporti nei pressi di Kiev, compreso quello di Boryspil. Zelensky ha collegato gli attacchi ai preparativi per la missione americana e alla possibilità di un arrivo in Ucraina degli emissari statunitensi in aereo.
L’attenzione si sposta ora sull’esito dei colloqui. La missione di Witkoff e Kushner rappresenta un nuovo passaggio nei tentativi dell’amministrazione Trump di aprire uno spazio negoziale tra Mosca e Kiev, mentre sul terreno il conflitto continua e la tregua annunciata resta, almeno per ora, limitata nel tempo e geograficamente.
