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Attualità

Accordo PA, la FNPS-CDLS rilancia: «E i pensionati?»

L’accordo ponte per i dipendenti della Pubblica Amministrazione e i salariati AASLP viene accolto positivamente dalla FNPS-CDLS, che però pone sul tavolo il tema delle pensioni e della loro capacità di tenere il passo con l’aumento del costo della vita. La Federazione Nazionale Pensionati della CDLS considera l’intesa raggiunta tra Governo e organizzazioni sindacali un passo utile per tutelare i redditi da lavoro, ma chiede che lo stesso principio venga applicato anche agli assegni pensionistici.

“Se è giusto intervenire sui salari per recuperare almeno una parte del potere d’acquisto perso – sottolinea la FNPS-CDLS – lo stesso principio deve valere per le pensioni. Non possono essere sempre i pensionati a rimanere esclusi dagli adeguamenti, mentre il costo della vita continua ad aumentare”.

Al centro della presa di posizione c’è soprattutto il rapporto tra inflazione e rivalutazione delle pensioni. Nel comunicato la Federazione ricorda che a luglio l’inflazione ha raggiunto il 3,2%, mentre il meccanismo introdotto dalla legge del 2022 prevede una rivalutazione del 2,20%, piena per le pensioni più basse e progressivamente decrescente con l’aumentare dell’importo. Una differenza che, secondo il sindacato, sta determinando una progressiva perdita del valore reale degli assegni.

“Non possiamo accettare che si consolidi una distanza sempre maggiore tra chi è ancora al lavoro e chi ha concluso il proprio percorso professionale. La pensione non è un privilegio né una forma di assistenza: è reddito maturato attraverso anni di lavoro e contribuzione e deve essere tutelato dall’inflazione“, si legge ancora nel comunicato della FNPS-CDLS.

La Federazione richiama inoltre gli effetti della riforma fiscale nel 2026, che avrebbero comportato per numerosi pensionati una riduzione del reddito netto disponibile, interessando anche molti ex lavoratori frontalieri. Il confronto viene fatto con quanto avvenuto nel frattempo sul fronte dei salari: dall’inizio dell’anno, ricorda la FNPS-CDLS, sono stati rinnovati diversi contratti collettivi, dal commercio ai servizi, dall’edilizia alle assicurazioni, con incrementi che arrivano fino al 3%. A questi si aggiunge ora l’accordo per il settore pubblico.

È positivo che i salari tornino a crescere. Ma non è socialmente sostenibile che, mentre si recupera potere d’acquisto per chi lavora, chi è in pensione continui a perderlo“, riporta la nota. Una questione che, secondo la Federazione, sta emergendo anche tra gli stessi pensionati. Commentando sui social l’accordo raggiunto per la Pubblica Amministrazione, alcuni hanno sintetizzato il tema con una domanda: “Quando toccherà a noi?”

La FNPS-CDLS allarga poi il ragionamento al ruolo che gli assegni pensionistici hanno all’interno delle famiglie. “Le pensioni non sostengono soltanto chi le percepisce. Sempre più spesso rappresentano un elemento di stabilità economica per interi nuclei familiari“, si legge nel comunicato, che richiama il sostegno fornito da molti pensionati a figli e nipoti alle prese con precarietà lavorativa, salari contenuti, affitti e aumento delle spese quotidiane.

“In molte famiglie sono proprio i pensionati a svolgere, nei fatti, una funzione di ammortizzatore sociale. Non possiamo chiedere loro di continuare a sostenere le nuove generazioni mentre il valore reale della loro pensione diminuisce”.

Da qui la richiesta rivolta alla politica sammarinese: riportare la rivalutazione delle pensioni al centro del confronto con le parti sociali, rivedendo il sistema previsto dalla legge 157/2022. La FNPS-CDLS chiede in particolare di non attendere il 1° gennaio 2028 per individuare un nuovo meccanismo in grado di assicurare una tutela più aderente all’andamento effettivo dell’inflazione.

La Federazione conclude richiamando la platea dei quasi 10mila pensionati sammarinesi, chiedendo un intervento che riconosca il valore degli anni di lavoro e contribuzione. Per la FNPS-CDLS, riporta il comunicato, “è una questione di dignità, equità e giustizia sociale“.

Accordo PA, la FNPS-CDLS rilancia: «E i pensionati?»