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Trenino Bianco Azzurro, RETE: “Ora vogliamo conoscere i conti”

RETE porta in Consiglio il caso del Trenino Bianco Azzurro e chiede al Congresso di Stato di fare chiarezza sui costi dell’opera, sulle spese future e sul progetto di prolungamento fino a Borgo Maggiore. A intervenire è il capogruppo del movimento, che annuncia la presentazione di un’interrogazione dopo le dichiarazioni dei Segretari di Stato Matteo Ciacci e Federico Pedini Amati, che avevano definito “imprescindibile” l’estensione del tracciato.

“Pochi giorni dopo l’inaugurazione dei 140 metri del Trenino Bianco Azzurro, i Segretari di Stato Ciacci e Pedini Amati definivano ‘imprescindibile’ il prolungamento fino a Borgo Maggiore, con il progetto già all’attenzione del Congresso di Stato”, ricorda RETE, che afferma di nutrire “più di una perplessità” sull’intervento.

Il movimento segnala in particolare una serie di presunte criticità nell’area dell’ex stazione, chiedendo che venga fatta chiarezza. “I posti dedicati ai pullman nel parcheggio dell’ex stazione si sono ridotti da 14 a 7. Pare inoltre che la pendenza in uscita verso la galleria sia errata: i pullman strisciano sotto e sarebbe già previsto il rifacimento del manto stradale per correggerla”, sostiene RETE.

Sempre secondo quanto riportato dal movimento, “gli autobus devono uscire dall’ingresso e spesso procedere contromano, con seri rischi per la viabilità“. RETE riferisce inoltre che gli autobus a due piani entrerebbero in contatto con i cavi del treno e che sarebbe necessario interrompere l’alimentazione per consentirne il passaggio. Si tratta di circostanze sulle quali il movimento chiede ora risposte al Governo.

L’interrogazione punta soprattutto sull’aspetto economico. “Quanto abbiamo pagato i 140 metri appena inaugurati? Quanto costeranno la gestione e la manutenzione? Esiste un piano che ne valuti il ritorno economico? Quante persone serviranno per far funzionare il Trenino? Quanti visitatori dovrebbe portare verso il Centro Storico?“, sono alcune delle domande rivolte al Congresso.

RETE chiede inoltre di conoscere il costo dell’eventuale prolungamento fino a Borgo Maggiore, le risorse con cui dovrebbe essere finanziato e le modalità con cui la nuova tratta verrebbe integrata nel sistema di trasporto pubblico. Nel mirino anche le future spese per personale e manutenzione e i benefici attesi per il Paese.

Il movimento accompagna le richieste con una critica alle priorità di spesa pubblica. “Si lasciano i bambini dei centri estivi a boccheggiare senza aria condizionata, mentre il cantiere del reparto di oncologia è fermo da tre anni e non ancora ultimato perché, viene detto, mancano i soldi“, afferma RETE.

Particolarmente duro il passaggio conclusivo della nota: “Eppure, magicamente, le risorse si trovano per un’opera, futile se non addirittura inutile, che sembra servire come un costoso giocattolino per soddisfare l’ego di bambini viziati“.

Da qui la richiesta rivolta all’Esecutivo: “Di dichiarazioni trionfalistiche ne abbiamo già sentite parecchie. Ora vorremmo conoscere qualcosa di meno spettacolare e decisamente più concreto: i conti“.