“Se non torni a casa avrai una vita infernale”. È una delle minacce che una ventenne e il suo fidanzato avrebbero ricevuto dopo la decisione della ragazza di lasciare la famiglia e andare a vivere con lui. Sullo sfondo ci sarebbe il rifiuto dei genitori di accettare la relazione della figlia con un giovane non musulmano.
La vicenda è finita davanti alla Procura di Rimini, che indaga il padre di 44 anni e la madre di 47, entrambi di origine macedone, per le ipotesi di atti persecutori e minacce.
La ragazza, che secondo la ricostruzione non condivideva le rigide regole religiose della famiglia, aveva scelto di trasferirsi dal compagno, suo coetaneo. Una decisione alla quale i genitori si sarebbero opposti con insistenza, cercando di convincerla a rientrare.
Da quel momento sarebbero cominciate pressioni continue sulla coppia, accompagnate da messaggi intimidatori. Tra questi anche la frase: “Posso trovarti anche se vai sulla luna”. Il timore dei due ventenni sarebbe progressivamente aumentato, fino a spingerli a rivolgersi alla Questura di Rimini e presentare denuncia.
Ma nel fascicolo c’è anche un episodio più grave, risalente allo scorso maggio. Secondo quanto ricostruito, padre e madre sarebbero entrati nel condominio dove abitano i ragazzi e avrebbero aspettato il loro ritorno. Al loro arrivo sarebbe nato un tentativo di aggressione a calci e pugni.
La coppia sarebbe riuscita a sottrarsi, raggiungendo l’appartamento e chiudendosi all’interno in attesa delle forze dell’ordine.
Spetterà ora agli investigatori verificare l’intera ricostruzione e accertare le responsabilità. L’inchiesta è coordinata dal pubblico ministero Davide Ercolani.
