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Attualità

San Marino, debito pubblico a 1,17 miliardi: nel 2026 interessi fino a 58 milioni

Il debito pubblico di San Marino si attesta a circa 1,17 miliardi di euro e proprio il 2026 dovrebbe rappresentare l’anno più pesante sul fronte degli interessi, con una spesa prevista attorno ai 58 milioni di euro. Dal 2027, invece, l’onere dovrebbe ridursi sensibilmente, scendendo a circa 31 milioni all’anno.

È la fotografia che emerge dal Programma economico per il 2027 presentato in Commissione finanze e ricostruita da L’Informazione di San Marino, che ha analizzato composizione, scadenze e costi dell’indebitamento sammarinese.

Alla fine del 2025, secondo i dati riportati nel documento, l’ammontare complessivo raggiungeva 1.171.112.944,59 euro. Una cifra composta da diverse voci: 350 milioni di titoli pubblici internazionali, circa 366 milioni di titoli collocati sul mercato interno, 414 milioni di titoli irredimibili, circa 18,3 milioni di mutui e finanziamenti e altri 22,75 milioni di residui, legati allo sbilancio tra debiti e crediti.

Una parte importante della strategia sul debito riguarda il mercato internazionale. Come riporta L’Informazione di San Marino, nell’aprile scorso il Titano ha effettuato il roll-over attraverso un nuovo Eurobond da 350 milioni di euro, con scadenza nel 2031 e un tasso del 3,625%. L’operazione ha consentito di prefinanziare il titolo in scadenza nel 2027, sul quale gravava invece un tasso del 6,50%, ottenendo così condizioni decisamente più favorevoli.

Sul fronte interno, i titoli sottoscritti ammontano invece a circa 366 milioni di euro, distribuiti su diverse emissioni con scadenze comprese tra il 2026 e il 2042. I tassi risultano generalmente più contenuti rispetto a quelli delle emissioni internazionali e in molti casi oscillano tra l’1,50% e il 2,50%.

Un’altra fetta consistente è rappresentata dai titoli irredimibili, pari a circa 414 milioni di euro. Di questi, 395 milioni prevedono un tasso fisso dell’1,75%, mentre altri 19 milioni hanno un costo dello 0,10% annuo. Questo quadro, tuttavia, è già destinato a cambiare. Nel corso del Consiglio Grande e Generale di luglio, durante la prima lettura dell’Assestamento di bilancio 2026, la Segreteria di Stato alle Finanze ha infatti previsto l’emissione di altri 50 milioni di euro di debito pubblico domestico, destinati al ritiro di altrettanti titoli irredimibili detenuti dalla Cassa di Risparmio.

Il punto più delicato riguarda però il costo degli interessi per le casse pubbliche. Nel 2025 lo Stato ha impegnato circa 41,83 milioni di euro per il servizio del debito. Nel 2026, secondo le previsioni contenute nel Programma economico, la cifra dovrebbe salire fino a 58 milioni, anche per effetto delle operazioni di rifinanziamento.

Il peso dovrebbe però diminuire già dal prossimo anno. Grazie alle condizioni ottenute con il nuovo Eurobond, dal 2027 la spesa per interessi è prevista attorno ai 31 milioni di euro annui, salvo naturalmente nuove necessità di indebitamento.

Sul quadro finanziario incidono anche i giudizi delle agenzie internazionali. S&P ha portato il rating di San Marino ad “A-”, mentre Fitch lo ha innalzato a “BBB”, in entrambi i casi con outlook stabile. Tra gli elementi osservati c’è anche il percorso di integrazione europea.

L’Accordo di associazione con l’Unione europea viene infatti considerato un passaggio strategico per l’accesso delle imprese sammarinesi al mercato unico e per il rafforzamento della competitività del sistema Paese. Un percorso che, secondo il calendario indicato, dovrebbe passare dalla firma tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre e dalla successiva applicazione provvisoria, auspicata nei primi mesi del 2027, per poi proseguire con l’iter di ratifica.