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Trump, stop alla stretta sul voto per posta: giudice blocca il piano in tutti gli Usa

Stop in tutti gli Stati Uniti alla stretta voluta da Donald Trump sul voto per corrispondenza. Una giudice federale ha bloccato il piano che avrebbe consentito al servizio postale americano (USPS) di non consegnare le schede elettorali in determinate circostanze.

La decisione è arrivata dalla giudice distrettuale Indira Talwani, a Boston, che ha esteso a livello nazionale il blocco di alcune disposizioni contenute nell’ordine esecutivo firmato da Trump lo scorso marzo.

Il provvedimento presidenziale prevedeva che gli Stati trasmettessero le liste aggiornate degli aventi diritto al voto e, in mancanza di queste informazioni, consentiva all’USPS di rifiutare la consegna dei plichi elettorali. Dopo il ricorso dell’American Civil Liberties Union (ACLU), il tribunale ha però contestato l’intervento della presidenza in un ambito nel quale la Costituzione americana attribuisce importanti competenze ai singoli Stati.

Secondo la giudice, mantenere in vigore le nuove disposizioni a ridosso delle urne rischierebbe inoltre di creare confusione e compromettere la fiducia nel sistema elettorale. Il blocco, inizialmente circoscritto a 23 Stati, viene così esteso a tutti e 50.

La questione è particolarmente delicata in vista delle elezioni di metà mandato di novembre. Il voto postale ha assunto un peso crescente soprattutto a partire dalle presidenziali del 2020, quando venne utilizzato da oltre 65 milioni di americani.

La battaglia giudiziaria, però, non è ancora conclusa. La Casa Bianca contesta la decisione e ha chiesto alla Corte Suprema di intervenire sui blocchi imposti dai tribunali. L’ultima parola potrebbe dunque spettare ai nove giudici del massimo organo giudiziario statunitense.