I nuovi diritti legati alla maternità e alla conciliazione tra famiglia e lavoro, ma anche il timore che i tempi di approvazione della riforma possano lasciare fuori alcune lavoratrici. Sono stati questi i principali temi al centro dell’incontro tra USL e alcune delle 55 mamme che nei giorni scorsi hanno scritto al segretario di Stato Stefano Canti per sollecitare l’approvazione del progetto di legge che modifica la Legge sulla Famiglia.
Il confronto si è svolto lunedì 10 agosto con il segretario generale di Unione Sammarinese Lavoratori, Francesca Busignani, affiancata da una rappresentanza dello staff del sindacato.
“A fronte di un PdL sicuramente foriero di miglioramenti c’è però la preoccupazione di non riuscire a beneficiarne appieno per via del forte ritardo con cui verrà approvato, presumibilmente durante il Consiglio di settembre, come è emerso dalla pronta risposta del Segretario con delega alla Famiglia” – si legge nel comunicato di USL.
Tra gli aspetti giudicati positivamente dalle mamme c’è la possibilità di trascorrere più tempo con i figli. Nel corso dell’incontro è stata però evidenziata anche la necessità che le nuove tutele siano effettivamente riconosciute nei luoghi di lavoro.
“Le mamme hanno tuttavia sottolineato con chiarezza che i diritti riconosciuti dalla legge non devono essere presentati né percepiti come concessioni da alcuni datori. Purtroppo, in alcuni ambienti lavorativi, avanzare determinate richieste può ancora esporre al rischio di pressioni o persino di comportamenti vessatori” – riporta la nota.
Secondo quanto emerso dal confronto, resta quindi centrale anche il tema della cultura della maternità nel mondo del lavoro. “A San Marino esistono molti datori di lavoro sensibili e lungimiranti, ma permane il rischio di incontrare chi considera la maternità un ostacolo alla crescita professionale” – prosegue USL.
A preoccupare maggiormente alcune lavoratrici sono però i tempi di entrata in vigore delle nuove disposizioni. La questione riguarda in particolare le mamme il cui periodo di maternità obbligatoria terminerà all’inizio di settembre.
“Il timore dunque – hanno ribadito le mamme – è legato alla possibilità di accedere ai diritti stabiliti da una legge non ancora entrata in vigore. È infatti veramente questione di centimetri. Ci sono persone che terminano il periodo di maternità obbligatoria verso i primi giorni di settembre e che dunque non sanno ancora se rientreranno nelle nuove o nelle vecchie percentuali” – sottolinea il sindacato.
Tra le novità contenute nel progetto di legge viene inoltre evidenziata la possibilità di richiedere il lavoro agile per genitori e affidatari con figli fino ai 12 anni, oltre che per chi ha figli con disabilità, indipendentemente dall’età, o persone disabili o non autosufficienti all’interno dello stato di famiglia. La richiesta potrà essere avanzata quando le mansioni risultino compatibili con questa modalità.
“Laddove concretamente applicabile, il lavoro agile può contribuire a ridurre il tempo trascorso lontano dalla famiglia e a rendere più sostenibile l’organizzazione della vita quotidiana. Si tratta, dunque, di un aggiornamento significativo, coerente con l’evoluzione del mondo del lavoro e con le esigenze delle famiglie di oggi” – si legge ancora nel comunicato.
USL annuncia infine che seguirà l’applicazione delle nuove disposizioni una volta completato l’iter legislativo. “Come USL saremo vigili affinché i diritti contemplati dalla Legge non restino sanciti solo sulla carta”, conclude il sindacato.
